Hubble e’ tornato a vivere
11 Settembre, 2009IL telescopio orbitale HUBBLE è tornato a funzionare alla grande infatti dopo che gli hanno fatto il tagliando ora funziona anche molto meglissimo piu di prima hehe
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IL telescopio orbitale HUBBLE è tornato a funzionare alla grande infatti dopo che gli hanno fatto il tagliando ora funziona anche molto meglissimo piu di prima hehe
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Le prossime badanti robotiche stanno migliorando a vista d’occhio e sempre piu velocemente.
Infatti se ora un vecchietto provera’ a scappare la badante robotica potra’ inseguirlo e riprenderlo.
Siete avvisate badanti extracomunitarie da adesso c’è un nuovo competitor prodotto da Toyota.
Fonti:
IL Saser usa i fononi che sono equivalenti ai fotoni nel laser.
Imitando la tecnologia del laser si puo’ produrre un raggio di fononi concreto e concentrato in modo unidirezionale. Viene generato usando un “supereticolo” realizzato con 50 strati alternati di due materiali superconduttori: l’arseniuro di gallio e l’arseniuro di alluminio. Ogni strato ha uno spessore di pochi atomi. Quando questi strati vengono stimolati da una fonte di energia i pochi fononi che vi risiedono si eccitano e cominciano a muoversi da un lato all’altro urtandosi fra di loro in modo sempre piu frenetico e generandone altri, e aumentando la loro velocita. Cosi i fononi si moltiplicano continuando a rimbalzare fra gli strati del reticolo fino a raggiungere un numero critico ed uscire dalla struttura sotto forma di un fascio di fononi a frequenza mega-elevata.
Il raggio di onde acustiche coerenti che ne risulta viene generato con lunghezza d’onda nanometrica quindi cortissima ultadensa e super energetica come se fosse un laser sonoro con frequenze dell’ordine dei terahetz. Il campo delle possibili applicazioni è vastissimo forse anche piu del laser. I campi a cui si puo adattare in modo piu versatile è quello medico, negli apparati di diagnosi dove si cerca di vedere “dentro al paziente” od anche per costruire chip per computer ultra veloci. La realta sta superando la fantasia, sulle navi di star trek il saser non c’era hehehe
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I nostri archeologi protetti dai carabinieri in Iraq hanno fatto un lavoro immane e stupendo.
Incuranti del pericolo di attentati stanno riorganizzado tutte le campagne di scavo abbandonate da 50 anni per colpa del regime.
IL museo di Baghdad sta di nuovo riempiendosi di tesori inestimabili per tutta l’umanita, infatti l’iraq è stata la culla di tutte le culture con gli ittiti e tutte le popolazioni che hanno popolato la zona dei fiumi tigri ed eufrate.
Civilta millenarie stanno tornando alla luce grazie ai nostri scienziati.
Visitate il sito del museo virtule che sicuramente vi sbalordira per i filmati
(con commento in italiano)
molto suggestivi e spiegati in modo semplice ma particolareggiato.
Vale sicuramente una visita
IL deuterio ultra denso è un materiale ottenuto in laboratorio e sembra che un cubetto di 10 centimetri di lato peserebbe oltre 100 tonnellate. Gli scienziati che lo hanno prodotto sono un gruppo di ricerca del Dipartimento di chimica dell’Università di Goteborg, in Svezia, guidato da Leif Holmlid.
Si pensa che questo elemento possa trovarsi in natura solo in profondita nei pianeti giganti e ultra densi come Giove.
La fonte di questo articolo è la rivista
“International Journal of Mass Spectrometry”
Per produrlo si è usato un esplosione molto localizzata di tipo coulombiano innescandola con un laser ultrapotente. Gli studiosi dicono di aver cosi realizzato un “metallo invertito” con i nuclei di deuterio che si muovono nel campo degli elettroni stazionari.
Gli obbiettivi della ricerca sono di utilizzare questo materiale come combustibile ad alta efficienza negli esperimenti di fusione nucleare a confinamento inerziale innescata da laser ultrapotenti.
Fino ad oggi la fusione è stata sperimentata con deuterio criogenico chiamato anche “ghiaccio di deuterio”, ma con risultati scadenti. Questo nuovo deuterio ultra denso è un milione di volte più denso del deuterio criogenico, cosi si potra finalmente sperimentare la fusione con la speranza di ottenerla con maggiore efficienza.
IL prof Leif Holmlid dice: “Se si riuscisse a produrre grandi quantità di questo materiale, il processo di fusione potrebbe diventare la sorgente energetica del futuro, e molto prima di quanto ritenuto finora”.
Oltretutto questo tipo di fusione avrebbe come prodotti di scarto solo elio ed idrogeno che potrebbe poi essere usato come combustibile per le automobili. La strada è ancora lunga e in salita ma speriamo bene. ^_^
cio cio
La robotica antropomorfa continua ad evolvere in modo sempre piu impressionante. Grazie anche ai progressi nella miniaturizzazione dei motori delle batterie e degli attuatori meccanici
HRP-4C è alta poco meno di un metro e 60 cm e pesa circa 48kg incluse le batterie. Cammina e parla in maniera autonoma , e udite udite puo esternare un suo stato d’animo (simulato).
La testa ha tre gradi di libertà ma sono ben otto i gradi di libertà del volto.
Puo reagire agli stimoli ed è stata programmata per mostrare ben 42 diverse “pose”.
Riceve i comandi principali via Bluetooth, mentre tutti i movimenti sono gestiti da un processore interno simile ad un pc .
Questo robottino e’ stupefacente ha dei movimenti e interazioni sbalorditive.
Al suo interno c’e’ un vero mini computer che lo puo collegare in rete anche via wifi ed e’ completamente programmabile ed usa un SO Linux.
Fonte: http://www.pnas.org/
Secondo una ricerca finanziata dal National Institutes of Health per lo studio delle malattie trasmesse da contatto. I ricercatori hanno scoperto che una mano “normale” e “sana” contiene sulla sua superfice circa 150 spece differenti di microrganismi, che oltretutto sono diverse da persona a persona, infatti su 102 mani analizzate sono state scoperte circa 4700 spece batteriche differenti e solo cinque erano uguali per tutti i 51 partecipanti all’esperimento.
In questo esperimento, che è stato il piu approfondito eseguito fino ad oggi sono stati analizzati piu di 330.000 geni, cento volte di più di qualsiasi altro studio di questo tipo sulla pelle umana. Si è anche scoperto che le tecniche di cultura batterica fin ora usate sottostimano notevolmente la vera diversità batterica della pelle umana.
Cosa poi molto strana alcuni tipi di batteri dopo essersi lavati le mani sparivano ma… Altri erano addirittura più numerosi.
Quindi lavarsi le mani puo’ non bastare per dire di avere le mani pulite hehehe.
Io da oggi in poi non do piu la mano a nessuno e se saro’ costretto a darla mi mettero i guanti hehehe
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Questo mirabolante robot ha una gola labbra e lingua meccanica e puo’ eseguire anche il vibrato e nella simil cassa toracica ha due polmoni artificiali che funzionano come un mantice, il tutto controllato da un meccanismo che permette all’aria di uscire e di entrare in modo “modulato”. Le braccia e le dita tengono e brandeggiano il flauto, ogni dito può muoversi autonomamente modulando anche loro la pressione sui tasti.
Ci sono degli scienziati che lavorano a delle chimere inorganiche.
Studiano cose strane molto strane cose che neanche si possono immaginare. Gli ibridi metallici sono dei composti che non esistono in natura e che sono tanto strani come strane sono le loro caratteristiche fisiche chimiche e metallurgiche. Sembra che qualcuno si sia inventato un materiale plastico che conduce l’elettricita, e gia questo sa di fantascienza ma che lo abbia combinato con il titanio e il molibdeno e qui siamo oltre la normale comprensione. Come sia possibile che la plastica possa fondersi con due metalli senza bruciare non lo so e… solo a pensarci mi viene malditesta.
Questo nuovo metallo ibrido è liquido e se viene spalmato in strati sottilissimi riesce a catturare l’intero spettro luminoso del sole, cosa mai raggiunta da nessun materiale simile fino ad oggi.
Questa invenzione permette di realizzare pannelli solari con un’efficienza finora inaudita moltiplicando di molto la produzione di elettricita dei normali pannelli solari.
L’autore di questi studi si chiama Malcolm Chisholm e lavora per il dipartimento degli studi in chimica dello stato dell’Ohio in America, i suoi studi sono stati pubblicati su http://researchnews.osu.edu/archive/fullspect.htm
cio cio
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Anche in italia la tecnologia IT puo’ fare enormi progressi grazie alla ricerca pura. Infatti esiste un manipolo di menti geniali che lavorano nell’ombra senza mezzi e senza sovvenzioni, ma non per questo si abbatono o demordono. Ora ne possiamo godere anche noi dei frutti di questa tecnologia che è talmente avanti che vi ha gia doppiato due volte. Ecco a voi il filmato dimostrativo del Nettarello.
Produrre metano da per noi hehehe sarebbe una cosa molto utile potremmo liberarci dalla schiavitu’ dei petrolieri.
Infatti il metano potrebbe sostituire completamente il petrolio sia per la produzione di energia (corrente elettrica) che per l’autotrazione e per la maggior parte degli usi del petrolio.
Da parecchio tempo si studia come ottenere metano da fonti che non siano i giacimenti di gas naturale (situati per lo piu in Russia e Libia). Ci siamo anche riusciti, ma con un costo energetico molto superiore alla resa del metano prodotto vanificando tutti gli sforzi.
Ora pero’ la struttura della molecola che alcuni batteri utilizzano per produrre metano e biossido di carbonio è stata identificata da un gruppo di ricercatori della Ohio State University diretti da Michael Chan e Joseph Krzycki.
Questa molecola e’ un enzima ed è la chiave dell’intero processo della genesi del metano a partire dall’acido acetico (metanogenesi), eeee gia’ dall’aceto per l’insalata e noi come primari produttori di vino avremmo aceto in quantita’ industriali.
Uno dei capo progetto Krzycki ha detto: “Senza di esso questa forma naturale di metanogenesi non potrebbe avvenire. Considerate l’importanza ambientale di una simile molecola, la sua comprensione potrebbe avere un impatto enorme.[..] A partire dalla struttura abbiamo ottenuto un quadro complessivo della proteina che possiamo usare per comprendere come essa funzioni. Vedere la sua struttura è un po’ come vedere i progetti di un impianto”
Infatti pare che industrializzare un tale processo sia molto semplice. Speriamo bene e speriamo che facciano presto a completare i loro studi
Fonte: Ohio State University
Pare che ci possano essere ottime probabilita di trovare acqua ghiacciata sotto la crosta superficiale dei poli della luna.
Quindi se hai caldo sulla luna puoi trovare di che rinfrescarti. E noi che siamo andati fino su marte a cercare l’acqua, che spreconi con la crisi energetica che c’e’ potevamo risparmiare un mucchio di soldi.
Alcuni studiosi di affermate universita’ come la Carnegie Institution of Washington e la Case Western Reserve University e anche della Brown University con l’uso di tecniche innovative hanno per la prima volta trovato tracce di acqua in un gruppo di campioni di rocce lunari giunte a noi da due missioni Apollo. Infatti sembra che l’acqua non si sarebbe completamente vaporizzata durante i violenti eventi che portarono alla formazione della nostra luna.
Lo studio dice che l’acqua dei campioni arrivi dall’interno della Luna e che sia stata portata in superficie dalle eruzioni vulcaniche che hanno devastato la Luna circa tre miliardi di anni fa.
In passato gli strumenti per fare queste analisi erano molto ma molto meno precisi di oggi. Con le nuove tecnologie adesso siamo in grado di analizzare i pezzi di luna con un rilevatore di acqua che riesce a misurare fino a 5 parti per milione.
Sono stati rilevati, in questi materiali vetrosi, fino a 46 parti per milione di acqua.
C’è una bella differenza rispetto alle stime precedenti che presumevano la luna completamente disidratata. La scoperta fa pensare alla possibilità che l’interno del satellite possa contenere altrettanta acqua quanto lo strato superiore della crosta terrestre.
Siccome la gravità sulla luna è molto debole per trattenere un’atmosfera, si ipotizza che l’acqua sia fuggita sotto forma di vapore acqueo e sia stato disperso nello spazio, ma potrebbe anche essere stato attirato verso i poli e nelle zone dei crateri che restando perennemente in ombra ora potrebbe essere ghiaccio.
La possibilità di presenza di acqua ai poli lunari era già stata ipotizzata in passato ma ora sembra confermarsi sempre piu’, anche se eventuali tracce di ghiaccio potrebbero nascondersi solo in ‘nicchie’ presenti in crateri molto profondi, perche’ il suolo lunare quando viene colpito dalla LUCE solare raggiunge temperature che scioglierebbero anche un ghiacciaio eterno.
Un altra ipotesi è che i campioni di roccie lunari giunti fino a noi possano in qualche modo essere stati contaminati dalla nostra atmosfera terreste umidiccia e le rocce cosi secche possano aver assorbito un po di quell’acqua che poi gli strumenti oggi hanno rilevato hehehehe quindi tutto da rifare tocca di nuovo salir lassopra per verificare meglio.
fonti: Case Western Reserve University - Carnegie Institution of Washington
Questo articolo scientifico è vero al 100% io l’ho letto e capito appieno tutto e al primo colpo ma ora ho un po di mal di testa e vado a riposare le meningi hehehe
[…]Un gruppo di ricercatori della Pennsylvania State University ha identificato un meccanismo attraverso cui l’informazione può essere recuperata dai buchi neri, quelle regioni dello spazio la cui gravità è talmente intensa da non lasciar sfuggire neppure un raggio di luce.
Negli anni settanta Hawking aveva mostrato che i buchi neri evaporano attraverso processi quantistici, ma asseriva che l’informazione in essi contenuta - in un certo qual senso, quella relativa all’identità della materia inglobata - sarebbe andata per sempre perduta. Questa affermazione sfidava la meccanica quantistica, dato che uno dei principi di questa teoria è proprio che l’informazione non possa essere distrutta.
Ciononostante, l’idea di Hawking fu generalmente accettata dai fisici fino alla fine degli anni novanta, quando molti iniziarono a dubitarne. Tuttavia, nessuno era stato finora in grado di prospettare un meccanismo plausibile attraverso cui l’informazione potesse sfuggire al buco nero.
Ora il gruppo diretto da Abhay Ashtekar, ha scoperto tale meccanismo. L’analisi di Hawking suggerisce che alla fine della vita di un buco nero, quando sia completamente evaporato, lasci dietro di sé una singolarità, una sorta di punto finale dello spazio-tempo, che funge da ‘pozzo’ per l’informazione irrecuperabile.”
“L’informazione sembra perduta solo perché abbiamo guardato a una parte limitata dell’autentica meccanica quantistica dello spazio-tempo”, afferma Varadarajan. “Ma se consideriamo la gravità quantistica, lo spazio-tempo diviene molto più grande e c’è spazio sufficiente perché l’informazione riappaia in un futuro lontano dall’altro lato di quello che prima pensavamo essere la fine dello spazio-tempo.”
Secondo Ashtekar, lo spazio-tempo non sarebbe un continuum, ma sarebbe piuttosto formato da singoli blocchi: “Una volta che capiamo che la nozione di spazio-tempo come continuo è solo un’approssimazione della realtà, diventa chiaro che le singolarità sono puri artifici della nostra insistenza a descriverlo come un continuo.”
Nel loro studio, i ricercatori hanno usato un modello bidimensionale di un buco nero - che in realtà è quadridimensionale - perché ciò permetteva l’uso di strumenti matematici più semplici, ma osservano che le somiglianze fra il loro modello bidimensionale e i buchi neri reali sono sufficienti a ipotizzare che il meccanismo individuato valga anche nelle quattro dimensioni […]
Fonte: Magazine scientific america
Maa… Alla fine di tutti questi discorsi cosa volevo dimostrare.
Dunque in parole povere sembra che i buchi neri non sbucano da un’altra parte magari in un altra dimensione ma alla fine del pozzo si ritrovano sempre allo stesso punto.
Quindi sono come la peperonata quando la mangi alla sera
i BUCHI NERI TI SI RIPROPONGONO
hehehe cio cio ^_^
Sono stati pubblicati i risultati della prima terapia genica per curare l’amaurosi congenita di Leber, che e’ una forma di cecita’ereditaria. L’esperimento è il risultato di un lungo lavoro internazionale. L’amaurosi congenita di Leber è una retinopatia di origine genetica e provoca danni alla vista già dai primi mesi di vita e spesso porta alla cecita’. Fino ad ora non esistevano cure ma la terapia genetica si e’ rivelata come l’unica cura per questa malattia. La procedura consiste in una iniezione nello spazio sottoretinico dell’occhio con un vettore virale contenente una copia corretta del gene alterato che causa la malattia. In laboratorio si e’ constatato che il gene sano si inserisce stabilmente nella retina e produce la proteina mancante negli individui malati. Gia dopo pochi mesi dal trattamento tutti i pazienti sono migliorati significativamente. Sono migliorate la risposta della retina alla luce, la capacità di eseguire dei test di mobilità e la percezione del campo visivo.
Per ora non si sono riscontrati effetti tossici, ma la sperimentazione sta continuando per testare l’assenza di tossicità anche a dosaggi più alti e su un numero maggiore di pazienti ma si dovranno valutare anche gli effetti a lungo termine. La terapia genica si e’ dimostrata molto efficace ed e’ destinata a progredire sempre più. Grazie all’uso dei nuovi vettori di origine virale ora si e’ in grado di trasferire nell’organismo gruppi di geni di grandi dimensioni e quindi si dimostra utilissima per combattere altre malattie causate dall’alterazione di catene di geni di grandi dimensioni come la fibrosi cistica, la malattia di Stargardt, la distrofia muscolare di Duchenne e l’emofilia di tipo A.
Fonte: New England Journal of Medicine
I britannici hanno trovato tracce di plutonio sui loro terreni.
Plutonio proveniente dai test nucleari degli americani fatti 50 anni fa nel Nevada. La quantità e’ molto piccola e non sembra essere pericolosa.
Questo e’ cio che ha dichiarato Keith Goulding della Rothamsted Research. La scoperta si deve ad uno dei più lunghi esperimenti scientifici mai interrotti. John Bennet Lawes, il proprietario della tenuta di Rothamsted nell’Hertfordshire, incarico’ 160 anni fa un ricercatore di analizzare campioni del suo terreno per misurare l’effetto dei fertilizzanti sui raccolti. Da quel giorno l’esperimento non è mai stato interrotto e i test hanno permesso agli scienziati di studiare l’impatto dei cambiamenti ambientali, della rivoluzione industriale, dei test di armi nucleari e di incidenti come quello di Chernobyl.
I dati che emergono confrontando gli svariati campioni di terreno a distanza di anni dimostrano che il plutonio proveniente dai test del Nevada del 1952-53 ha contaminato anche l’Europa nord-occidentale. Il materiale radioattivo sarebbe giunto in Gran Bretagna pochi giorni dopo i test americani. Sicuramente se e’ arrivato fino in Inghilterra c’e’ da pensare che è arrivato anche da noi in Italia.