La Tana Dell’Orso Motociclista .

La Tana Dell’Orso Motociclista .
“Cose sparse” ma anche Foto per l’anima e Waypoint per G.P.S.

Nel mondo sta succedendo qualcosa

18 Novembre, 2009

Nel mondo sta succedendo qualcosa che non va.

Qualcosa non funziona come dovrebbe

Sembra che tutto si stia sfasciando

Forse è solo la crisi dei 40 anni

o…..

e’ che sto diventando vecchio e non capisco piu i giovani

ma……..

a me sembra che qualcosa non funziona come dovrebbe

 


 

IL calcio e la mafia sono ormai cosa nostra

30 Ottobre, 2009

IL calcio e la mafia sono ormai cosa nostra

La cosa fa rabbrividire leggetevi un po questo articolo su il cannocchiale

http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/2368335.html

oppure cliccate l’immagine per ingrandirla e leggerla

piccola-calcio-mafia.jpg


 

La schiavitu esiste ancora

25 Settembre, 2009

La schiavitu esiste ancora  in Mauritania

ed è una pratica ancora tollerata e non perseguita dalle autorita locali che vengono “foraggiati” dai vecchi e nuovi schiavisti  


 

In Spagna c’è “La citta prigione di Ceuta”

14 Maggio, 2009

Noi veniamo tanto criticati, ma allora cosa deve dire l’onu e i vescovi alla spagna che agli immigrati che tentano di entrare nel suo territorio gli spara con armi automatiche (fino ad ora ci sono stati 16 morti e centinaia di feriti), e poi con banali scuse chi sopravvive viene abbandonato nel limbo della terra di nessuno. Tutto cio accade ancora ora da anni nella citta prigione di Ceuta in Marocco sullo stretto di Gibilterra dove la Spagna ha ancora dei possedimenti retaggio della sua eta’ coloniale fascita.

Cosa dovrebbe dire l’onu alla Francia che per catturare i Sans Papier che si erano rifugiati nelle chiese, chiedendo asilo umanitario,  ha usato le forze speciali sfondando con mezzi blindati i portoni di numerose chiese  facendo centinaia di feriti. E…. come mai in Francia le periferie vanno letteralmente a fuoco perche gli immigrati si sentono discriminati dai Francesi e dal governo Francese. L’onu ed i vescovi sono muti con i francesi e gli spagnoli ?!?! Perché.

 Per leggere il testo cliccalo

ceuta.jpg


 

Stampa Clandestina la resa dei conti

10 Settembre, 2008

Ci siamo la prima vittima italiana ha ricevuto la sua sentenza definitiva per

STAMPA CLANDESTINA

Un retaggio della vecchia amministrazione prodi, una legge di stampo fascista emanata da un governo pseudo-comunista; solo in italia puo’ succedere una contraddizione di questa levatura. Come gia’ da tempo denunciato il fantasma si è materializzato e

tutti i blogger sono passibili di carcerazione

ed oscuramento del sito, e come non bastasse solo dopo una onerosa e martirizzante campagna in tribunale di almeno quattro anni.

Un professore di storia che curava il suo blog di sociologia senza nessun lucro dopo quattro anni di processi penali ha ricevuto la sua sentenza di colpevolezza grazie alla legge levi-prodi. 

Questo link riporta al mio vecchio intervento dove spiego tutta la legge

Questo link porta alla fonte della notizia www.lastampa.it


 

In francia lo sanno (lo sanno tutti all’estero tranne noi)

6 Agosto, 2008

In francia lo sanno (lo sanno tutti all’estero tranne noi)

Un giornalista francese ha fatto un’analisi molto precisa della situazione dei rom a Napoli,

dimostrando grande conoscenza dei fatti al contrario dei nostri giornalisti che si occupano dell’aperitivo in spiaggia, eppure questa citta italiana tanto bistrattata è molto lontana dalla francia.

Ne deduco che i cronisti nostrani o sono miopi o sono molto vanesi (per non dire altro e rischiare una querela). Napoli non è piu territorio italiano gia da moltissimi anni. In quella citta lo stato italiano ha solo qualche piccola ambasciata nelle stazioni di polizia e carabinieri che poco riescono a fare contro l’organizzazione della famiglia del clan sarno, per carenza cronica di mezzi adeguati.

Il capo clan nonostante sia rinchiuso continua a gestire il suo esercito personale e usa i 1500 rom del quartiere ponticelli come piu gli conviene. Infatti esiste un’alleanza e degli accordi precisi fra i due soggetti.Giornale francese

Il clan permette ai rom, in cambio del pagamento di un pizzo, di restare nel territorio della famiglia sarno. Inoltre come bonus possono chiedere l’elemosina e raccogliere i rifiuti tossici dalle aziende controllate dalla camorra, che con pochi euro si disfano di batterie e scarti di produzione pericolosi. Inoltre possono rubare negli appartamenti, naturalmente tranne quelli del clan. Però non possono entrare nel centro di ponticelli perchè li avviene lo spaccio attivita principale dei camorristi e gli zingari sarebbero di intralcio.

I noti episodi di violenza xenofoba che gli zingari subirono qualche tempo fa sono da ricondursi a problemi di “Pagamento” del dovuto Pizzo. Lo dimostrano gli arresti di quei giorni. Infatti le persone fermate erano tutte affiliate al clan. Quelle azioni di guerriglia urbana ottennero un duplice scopo riaffermare il controllo del LORO territorio e ottenere un forte consenso nella popolazione locale, cosa che le nostre ambasciate non sono mai riuscite a fare.

Ora i francesi che sono così lontani lo sanno e l’hanno scritto così ora lo sappiamo pure noi.

Maa…

Servira a fare qualcosa di piu per riprendere il controllo di queste nostre province lontane.

Fonte:www.liberation.fr


 

All’Estero Si sono stufati dei nostri comportamenti

2 Agosto, 2008

In inghilterra (come in tutti gli altri paesi esteri purtroppo) i turisti italiani sono molto disprezzati per la loro poca civilta e la molta maleducazione.

Da anni nei miei giringiretti all’estero mi è capitato di notare che le voci sono vere e purtroppo piu di una volta, quando mi chiedevano da dove provenivo, mi sono vergognato di rispondere italia.

Questo problema l’ho segnalato anche in un mio precedente post qui .

Ora un giornalista del Times pare che abbia raggiunto il colmo e ci ha svergognato pubblicamente. IL parlottare dei pub e i bisbigli dei salotti si è trasformato in un articolo di denuncia su un giornale inglese fra i piu letti.

articolo di giornale del times

Qui di seguito la traduzione di uno stralcio dell’ articolo:

[…]Gli italiani sono il popolo più maleducato del pianeta?

Tre volte quest’anno, cercando di scendere dalla metropolitana

sono stato ricacciato indietro da chi entra

senza aspettare l’uscita degli altri passeggeri. Sono

sempre persone vestite alla moda che parlano italiano. Come

si può conciliare l’Italia moderna – fatta di consumismo,

cibo spazzatura, televisione e venerazione di celebrità

senza cervello – con quella rappresentata da città come

Venezia o da personaggi come Leonardo da Vinci o Giuseppe

Verdi o i Medici?[…]

Grazie italiani

Fonte: Timesonline.co.uk


 

Se sei triste guarda questo video

21 Maggio, 2008

Nel video si fa menzione degli stati uniti d’america ma il discorso si allarga a tutti i paesi industrializzati Italia compresa

 

Non ci sono abbastanza risorse per tutti. Se tutti i paesi del mondo come Cina India o Africa cominceranno a consumare come noi  il futuro ci riserverà una guerra molto cruenta per l’accaparramento di quelle poche risorse che avazeranno. Se non ci credete guardate cosa sta succedendo con il petrolio, da quando cinesi e indiani hanno buttato via le biciclette e hanno cominciato ad andare in vespa e in auto la maggiore richiesta di petrolio ha fatto schizzare al cielo i prezzi. Non c’è petrolio per tutti. Ho rimettiamo i cinesi in bicicletta o consumiamo tutti di meno. Il nostro futuro dipenderà dalla potenza del nostro esercito o dalla nostra capacita di risparmiare risorse vitali  


 

Come diventare ricchi senza essere dentisti

12 Aprile, 2008

Se non siete ricchi, se non sposerete il figlio o la figlia di un miliardario, vi suggerisco un’ idea molto redditizia, investite po’ di soldi nella prossima campagna elettorale e potrete diventare ricchi con i rimborsi elettorali.

IL lavoro piu redditizio non e’ piu il dentista ma e’ fondare un partito.

Secondo la relazione della Corte dei Conti appena depositata alle Camere, i partiti hanno incassato 500 milioni di euro in rimborsi per le spese della campagna elettorale, oltre Quattro volte i 117 milioni spesi nella campagna elettorale del 2006. Un affarone reso possibile da piccole ma costanti e continue modifiche legislative attuate in silenzio con tutti i partiti stranamente tutti in accordo, mese dopo mese, legislatura dopo legislatura.

Ecco spiegato il perche’ della nascita di tanti partitini e partitucoli senza nessuna base politica reale. Ecco perche’ Ferra… invece di aggregarsi a qualche carrozzone (come fece in passato) ha preferito far su un partito tutto SUO, e come lui anche moltissimi altri.

La politica in Italia non e’ piu un onore (da cui il nome onorevoli), non e’ piu una vocazione di servizio al popolo, non e’ piu amor di patria ma solo un mero affare molto lucroso.

Dalla fine dell’epoca di mani pulite la situazione invece di migliorare e’ peggiorata, perche’ almeno a quei tempi i corrotti si vergognavano un po’ e manovravano di nascosto ora invece e’ molto peggio tutto succede alla luce del sole e senza poter incriminare nessuno perche’ vengono solo applicate normali leggi.

LEGGI che permettono loro l’ impunita’. fac-simile.jpg

La cosa piu vergognosa di tutte e’ la partecipazione di tutte le sinistre. La sinistra se fosse stata fedele ai suoi ideali doveva proteggere il popolo, avrebbe dovuto opporsi, denunciare, protestare, schiamazzare, scioperare, informare il popolo di cio’ che stava accadendo. Invece zitti zitti sono stati i primi a votare quelle leggi che gli avrebbero riempito le tasche.

Berlusconi invece e’ l’unico coerente, lui e’ un imprenditore. Ogni azione intrapresa da un imprenditore deve volgere al profitto. Ergo l’unico che ha rispettato i suoi ideali e’ solo lui. Gli altri sono solo dei traditori dei loro e dei nostri ideali.


Dal 1993 a oggi sono 15 anni

in tutto questo tempo tutti i partiti in accordo comune hanno aumentato i propri contributi del 600 per cento, altro che inflazione del 2%.

Gli italiani cosa fanno stanno li a guardare come dei beoti senza reagire.

Mi dispiace moltissimo dirlo ma Berlusconi ha ragione quando dice che…..

Gli italiani sono dei COGLIO….. 


 

Se lo aveva detto anche lui allora e’ vero

13 Febbraio, 2008

Bizzarro popolo gli italiani.
Un giorno 45 milioni di fascisti.
Il giorno successivo 45 milioni divisi fra antifascisti e partigiani.
Eppure questi 90 milioni di italiani non risultavano dai censimenti.

Lo disse
Winston Leonard Spencer Churchill (1874 - 1965)
Statista inglese, Primo Ministro e
premio Nobel per la letteratura 1953 
 


 

Sembra una battuta ma è una frase vera e non fa ridere per niente

19 Gennaio, 2008

 

In politica la stupidità non è un handicap.

Napoleone


 

Sono arrivate le lobby anche in italia

18 Gennaio, 2008

Non so se essere orgoglioso o schifato ma le lobby sono alla luce del sole anche in questa piccola italietta ma anche a Bruxelles, solo che in italia le cose si fanno come al solito ALL’ITALIANA.  

Infatti come si suole qui da noi questi galantuomini sono riusciti a far abrogare il decreto che vietava la vendita di alcolici in discoteca dopo un certo orario.

Un provvedimento che a detta delle forze dell’ordine stava dando ottimi risultati con circa il 50% di morti in meno sulle strade.

Peccato che all’estero i deputati danno la precedenza al bene dei cittadini anche se incalzati dalle varie lobby

Gli articoli che leggerete sono tratti da sito http://www.lobbyingitalia.com/  

[…]

L’esercito bipartisan dei lobbisti La rete dei lobbisti dentro il parlamento.

Finanziaria e liberalizzazioni:

l’ultimo test per conquistare i sostegni trasversali 06/01/2008 -

Trasversale per eccellenza, dinamico fino a conquistare l’appoggio di esponenti politici di tutto l’arco costituzionale, professionale al punto giusto per informare e documentare, concreto quanto basta per orientare. Il mestiere del lobbista, affermato e regolamentato negli USA e negli uffici di Bruxelles, si è fatto velocemente strada negli ultimi anni anche sulla scena dei grandi interessi economici italiani. In un intreccio talvolta sorprendente di relazioni diplomatiche e sostegni incrociati dal mondo politico. La Finanziaria faticosamente portata al traguardo alla fine dell’anno è un enorme contenitore di storie ed esempi, così come altri provvedimenti che nei mesi scorsi hanno conquistato tra non poche polemiche e interessi corporativi il proscenio politico, come le liberalizzazioni.  In campo c’è un esercito di oltre 1.000 professionisti tra titolari, dirigenti e funzionari di aziende pubbliche e private, cui si aggiungono quasi 200 persone che lavorano nei vari “think tank” nazionali. Ma il successo non sempre è garantito. Dopo denita assicurazione  che il suo nome non sia citato, un dirigente di uno dei gestori di telefonia mobile impegnato nel delicato compito delle Relazioni Istituzionali racconta: “Un caso emblematico è la battaglia che da anni portiamo avanti per l’abolizione della tassa di concessione governativa sui telefonini. Anche quest’anno siamo andati molto vicini al traguardo senza però raggiungerlo. Si lavora - spiega - su contatti di differente area politica e su almeno un paio di opzioni legislative. L’abolizione della tassa è stata richiesta in un ordine del giorno a firma del relatore Andrea Lulli (Ulivo) durante la discussione sul decreto Bersani, sia in un emendamento alla Finanziaria di Benedetto Della Vedova (FI)“. Intenti pefettamente bipartisan. Come - anche in questo caso a puro titolo di esempio - è avvenuto con il tortuoso iterche in manovra ha portato alla proroga delle agevolazioni per l’acquisto di frigoriferi, motori elettrici e inverter di nuova generazione. “Un obiettivo di grande attualità, a sostegno dell’efficienza energetica - spiega un esperto degli affari legali di un produttore di elettrodomestici - il percorso però è stato difficile. Si è partiti con gli emendamenti dei Verdi, ma dietro le quinte e in via ufficiosa c’è chi si è speso anche dalla parte opposta. la famiglia di un senatore di AN - racconta - ha da anni un’attività in un settore attiguo, ed è normale che in questo campo ci si conosca un po’ tutti“.  

In cerca di regole   Dura la vita dei lobbisti, a tessere relazioni ma soprattutto a documentare, informare, districandosi tra l’ipertrofia di commi ed emendamenti. A sentirli, se potessero rinuncerebbero molto volentieri a una Finanziaria assemblata in tre articoli finali e 1.193 commi, blindata con sei voti di fiducia al termine di una sessione di bilancio durata tre mesi. “La Finanziaria omnibus non solo è superata ma rappresenta il peggior contesto in cui può svolgersi la nostra attività professionale“, dice Emanuele Calvario, responsabile dell’ufficio governance di Reti Spa, la prima azienda del settore con 5 milioni di euro di ricavi per la sola attività di lobbying. “Seguire un provvedimento cercando di offrire il massimo d’informazione sugli interessi che rappresentiamo è quasi impossibile nella concitazione della Finanziaria” aggiunge Paolo Zanetto della Cattaneo & Zanetto, uno studio di lobbying di Milano che raggruppa sette professionisti e sta per aprire un ufficio a Bruxelles. L’unica novità, una marcia in più per questi professionisti, è il disegno di legge presentato dal Governo per regolamentare la loro attività con un aposito registro tenuto dal CNEL e un codice deontologico: “La trasparenza e il riconoscimento presso i decisori pubblici della nostra attività rappresenterebbe una svolta - dice Calvario - soprattutto per chi, come noi, lavora con multinazionali che giustamente pretendono standard di qualità molto alti“.  

Dentro la manovra   Nella Finanziaria da poco licenziata il lavoro di microchirurgia che ha dato i frutti più interessanti è stato probabilmente quello sulla class action che ha visto contrapposti i rappresentanti di Confindustria e la lobby dei consumatori. il testo uscito da palazzo Madama su proposta di Manzione e Bordon è valso quasi come una chiamata alle armi. E le proposte di modifica, presentate con “position paper”, incontri mirati con parlamentari di entramnbi gli schieramenti e i diversi staff ministeriali, hanno profdotto le modifiche volute: il filtro di ammissibilità alle cause collettive posto nelle mani del giudice; l’eccezione alla clausola di soccombenza, per mantenere anche nelle cause collettive la regola secondo cui chi perde in giudizio paga le spese; il posticipo di 180 giorni dall’entrata in vigore della nuova norma. Un esempio dfi lobbying andato a buon fine ma poi annullato con il decreto milleproroghe riguarda, invece, una norma che allungava finoa 20 mesi il termini per il rateo sui debiti tributari superiori ai 5mila euro. Il Governo, racconta in via riservata chi ha seguito passo dopo passo il dossier, ha inghiottito la pillola inserendo l’emendamento spinto da rappresentanti di interessi trasversali, che includono aziende e istituti di credito, in uno dei “maxi” finali. Salvo poi attenuare la misura (proroga non oltre gli 8 mesi) con il decreto di fine anno. All’inverso, l’industria dell’auto ha visto la rottamazione negata in Finanziaria entrare in extremis nel decreto “Milleproroghe”.   Su un capitolo del taglio ai costi della politica, i risparmi da conseguire con il Voip, c’è chi ha lavorato non poco per informare su che cosa può signigficare telefonare via internet. Il nome di Fastweb, primo affidatario della gara per il Sistema Pubblico di Connettività, non trapela in modo diretto, ma un manager del CNIPA (Centro per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione) spiega in modo rapido: il comma 599 del secondo maxi-emendamento stabilisce l’obbbligo per la PA di utilizzare il Voip, che altrimenti sarebbe rimasto facoltativo nell’ambito del Sistema Pubblico di Connettività. Altra storia per i consorzi di bonifica. La Finanziaria ne aveva previsto la soppressione, ma il milleproroghe li farà rivivere. In questo caso ha vinto la lobby dei coltivatori.  

 Scarica l’articolo in .pdf, completo di tabelle e grafici Davide Colombo e Carmine Fotina - Il Sole 24 Ore 

Perché Bruxelles è così affollata di lobbisti?Con l’aumentare dei regolamenti UE, aumentano anche gli sforzi per una maggiore presenza e influenza delle corporazioni   23/10/2007 -

Pochi toglierebbo facilmente il naso dal cibo servito al ristorante Barbanera di Bruxelles. La pasta è preparata a mano, la sogliola, fresca, è cotta alla griglia al punto giusto; il tiramisù è denso e cremoso. Ma, la folla che lo frequenta quotidianamente, per pranzo, sembra non dare troppo importanza al menu. Infatti, Barbanera, l’equivalente a Bruxelles del Capital Grill di Washington, è il posto dove i lobbisti della città pranzano e bevono in compagnia dei funzionari della Commissione Europea, che lavorano negli uffici coperti di vetro, proprio in fondo alla strada. I documenti vengono distribuiti a tavola, la ventiquattrore aperta sullo sgabello appositamente fornito dalla direzione, e la conversazione finemente insaporita dal gergo e dagli acronimi tipici della burocrazia UE.Se pensavate che Washington fosse la città della lobby, ricredetevi: sono circa 15 000 i lobbisti che perseguono i propri affari a Bruxelles, secondo le stime della CE; contro gli 11 660, che hanno dichiarato, quest’anno, di praticare l’attività lobbistica nella capitale USA. Il Commissario UE Charlie McCreevy, che dirige l’attività di ispezione sull’integrazione dei mercati finanziari dei 27 paesi dell’Unione Europea, dice di sentirsi spesso come un astante catturato dal fuoco incrociato tra gruppi di interesse avversari. “E’ frustrante” dice, “ma è un sistema con cui dobbiamo convivere”. E’ il crescente potere regolatorio di Bruxelles ad attrarre questa folla. Dal settore della sicurezza alimentare, alla privacy in internet, alle emissioni di gas di scarico delle automobili, l’UE continua a definire le regole per le aziende che vogliono entrare a far parte di un’economia che ammonta a 13 miliardi di dollari. Quest’anno, il cane da guardia antitrust della CE, ha colpito con multe per 3.6 miliardi di dollari, le aziende coinvolte in azioni di concorrenza sleale; circa otto volte la somma totale imposta dalla Divisione Antitrust del Dipartimento di Giustizia, in USA, nel 2006. Nei mesi scorsi, la CE ha avuto la meglio su una sentenza antitrust - da 613 miliardi di dollari - contro la Microsoft; ha avviato un’attività di indagine sulla politica dei prezzi dell’azienda americana Qualcomm, ed ha inoltre annunciato l’introduzione di nuove regole sugli operatori di telefonia mobile e aziende di servizi. “Non sono stato una sola volta Washington quest’anno, ma ben tre volte a Bruxelles per fare lobby sulla legislazione relativa ai trasporti UE e alle regole antitrust”, ha affermato David Schwarte un vice dirigente d’azienda, situata in Texas: la Sabre Holdings, un operatore che si occupa di sistemi di prenotazione viaggi. Aumentano i banchetti Con una tale posta in gioco, i giganti degli affari si stanno affrettando a fissare la propria presenza a Bruxelles.

Google, ad esempio, si trova a dover fronteggiare la verifica UE sulla privacy e sul suo progetto di acquisizione dell’azienda specializzata in pubblicità on-line, DoubleClick. Quindi, non sorprende che Google sia alla ricerca di un lobbista senior residente a Bruxelles, al quale affidare la “gestione della pubblica difesa della politica aziendale, produzione di analisi, e gli affari istituzionali”, così come descritto nell’offerta di lavoro, recentemente pubblicata su sito web dell’azienda. Da un certo punto di vista, Bruxelles è il sogno di qualsiasi lobbista. Mentre i loro omologhi, a Washington, si indirizzano su Capitol Hill e altre dozzine di agenzie, i portatori di interesse a Bruxelles mirano soprattutto ad un obiettivo: la CE e i suoi 23 000 membri, i quali redigono e rendono esecutiva la legislazione sulla competizione. Invece, la burocrazia federale di Washington arriva a più di 270 000 unità. “E’ facile riuscire ad incontrare un commissario UE, grazie alla notevole scarsità di personale”, dichiara Karen Corbett Sanders, una lobbista di Verizon Communications (VZ), a Washington, che ha rappresentato l’azienda a Bruxelles fino al 2004. “Risucivo a sedermi persino davanti alla tastiera della Commissione e Parlamento Europei, digitando in lingua”. I tempi sembrano essere maturi per i portatori di influenza, nonostante molti giganti globali hanno barcollato, a Bruxelles. In faccia all’opposizione da parte di Intel e Dell, nel 2005 la CE ha applicato nuove regole, che obbligano i produttori di elettronica a pagare le spese di riciclaggio, per le attrezzature obsolete. Più recentemente, i regolatori hanno costretto i grandi operatori di telefonia mobile - come Vodafone (VOD) e T-Mobile - a tagliare i costi delle chiamate effettuate verso l’estero. “Sinceramente, buona parte della lobby esercitata, qui, è di poco valore” afferma Thomas Vinje, un avvocato statunitense e lobbista della società Clifford Chance; ha rappresentato gli avversari di Microsoft, inclusi Oracle (ORCL) e Sun Microsystems, (JAVA) per i casi relativi all’antitrust. Bruxelles può apparire imbarazzante a chi è abituato ad operare a Washington. Visto il prestigio e la buona retribuzione di chi lavora alla CE, sono pochi i funzionari tentati a spostarsi dall’amministrazione alla lobby. Un’altra tradizione tipica di Washington è totalmente assente, qui: i contributi alle campagne elettorali. I leader UE, sono più spesso nominati o eletti attraverso campagne pagate dai contribuenti. E i lobbisti di Bruxelles non hanno l’obbligo di registrarsi.

Sebbene

la prossima iniziativa della CE sarà la creazione di un sistema di registrazione volontaria, con una minima descrizione delle attività esercitate. Questa proposta ha però incontrato il dissenso di alcuni gruppi di affari. Alcuni aspetti della lobby stile America stanno però lentamente prendendo piede. Arrivano anche i banchetti. La compagnia petrolifera norvegese Statoil (STO), ad esempio, l’anno scorso ha invitato un gruppo di legislatori, a visitare i luoghi di produzione; offrendogli anche una crociera tra i fiordi del nord della Norvegia. E la porta girevole ha iniziato a scorrere: dal 1 ottobre, Michiel van Hulten, un politico olandese, è entrato a far parte del team del gigante dei public affairs, Burson-Marsteller. Erik Wesselius, della Corporate Europe Observatory di Amsterdam, che si occupa del monitoraggio della lobby in UE, ha recentemente dichiarato: ” Dà fastidio notare come le funzioni stiano iniziando a confondersi”

[…]

 

Forse lo schifo ha la maggiore

 

cio cio


 

Ciao Lupo

10 Aprile, 2007

Ciao Lupo un filo spinato teso fra due alberi ti ha strappato all’amore dei tuoi cari. Quella trappola mortale messa lì apposta da un contadino insensato non ti allontanera mai dai nostri cuori.  Da oggi  in sella con tutti noi avremo un nuovo angelo che ci vegliera. Ciao lupo


 


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