Crea sito

La Tana dell'Orso

La Tana dell'Orso
Cose Sparse ma anche Foto per l’anima e Waypoint per G.P.S.


Marocco ottobre 2015

29 ottobre, 2015

Giretto offroad in solitaria a cercare i luoghi piu nascosti e sconosciuti del morocco, con la cacciatrice di mosche ariel e la pulce come navigatrice
Tutti dentro la casa mobile 4x4 super gigia
chiamata "la scalatrice di sponde franate"
Sfidando strapiombi e discese verticali con un sabbione infido pieno di fesh fesh e cercando di evitare fangoni di sabbia bagnata (aveva piovuto di brutto brutto)
facendoci un baffo dei gps impapazziti
sfruttando la navigazione a naso dello ziorso
e a culo della pulce
Dalle gole molto impervie dello jafar
rinfrescandoci nei laghi LAGHI ISLI e poi TISLIT
e spingendoci piu avanti ancora passando per una strada caduta nel fiume a TAMTATTOUCHTE scavadoci la via con le mani nude fino al dades e poi giu per ore ed ore arrancando nell'acqua, dentro il letto del fiume
eppoi passando per i deserti di merzuga e l'erg chebbi,
abbagliati dallo splendore dell'immensa duna leone perla nascosta del marocco
stanchi ma non domi ancora in giu per l'erg chegaga eppoi attraversando il lago asciutto iriki fino alla ricerca dell'oasi perduta, scacciati dai militari e un po avviliti ci siamo inerpicati fino alle cascate del Khaoui Naam eppoi a casa via asfalto passando per un set cinematografico abbandonato per strada
questa e' per ovvie ragioni solo una sintesi non esaustiva ma per sommi capi
di un viaggio molto lungo e faticoso
un viaggio pieno di meraviglie e tramonti
con notti stracolme di stelle da brivido nel mezzo del nulla
completamente soli a far conto delle nostre sole forze
ma aiutati dallo spirito della serafica ariel
che non si preoccupava mai di nulla
fiduciosa della forza dei suoi padroni

Ariel fa amicizia con il nostro vecchio amico Tahar

Il sogno di Tahar



clicca qui per un po di foto





Capodanno in Africa

15 gennaio, 2013

Mi direte che sono monotono ma per festeggiare il nuovo anno siamo andati a fare un giretto in Marocco con una coppia di nuovi amici conoscuti tramite un forum di malati del sabbione
e…..
finche’ il gps ha funzionato ci siamo divertiti alla grande. Abbiamo visto posti nuovi e spettacolari, alcuni non li avremmo neanche visti se non sbagliavo pista. Perdersi in marocco è molto facile, le tracce in terra sono innumerevoli e si intersecano spesso quindi bisogna tenere sempre alta l’attenzione.
Ci siamo fatti amici anche due ragazzi locali proprio in mezzo al sabbione alle propaggini del lago salato iriki, e’ stata un’esperienza nuova su piste di ogni tipo, mai fatte prima e con un freddo boia. Di giorno la temperatura era buona e abbastanza alta ma appena il sole scendeva arrivava un gran freddo. Una mattina ci siamo trovati i finestrini bloccati dalla nostra stessa condensa che si era gelata bloccando i vetri. Comunque dormendo in macchina con i sacchi a pelo pesanti e il riscaldamento del webasto della gigia si stava benone il problema era alla mattina quando dovevi uscire.


Marocco offroad agosto 2011

6 marzo, 2012

Questi due simpatici ed intrepidi genovesi ci hanno accompagnato per un po lungo i sentieri del Marocco nell’agosto del 2011

e qui sotto c’è un filmato con il sunto di tutto il loro giro e la nostra mitica Gigia bianca si intravede durante l’attraversamento di una حمادة hammāda intorno al minuto due e al minuto 3:50



Giro del Marocco in OFF in Solitaria e Autonomia completa

29 agosto, 2011

Quest’anno avevo sentito dire che in Marocco ci sono dei castelli e dei forti molto belli da visitare,

Marocco 2011 (cliccare per ingrandire le foto)

quindi essendone appassionato,abbiamo preparato la gigia per un giretto di sopralluogo. Era previsto anche un po di sabbione così ci siamo caricati anche 4 piastre da sabbia e non le solite due come nei giri in gruppo. IL giro passava anche dalla zona del Rif con degli sterratoni e delle piste di montagna con dei bei strapiombetti quindi ho caricato anche verricello carrucole taglie und stropp varie, sicuro di trovare sempre un albero a cui attaccarmi in caso di bisogno hehehe, il rif e’ coperto di vegetazione. Le piastre sono state molto utili il verricello per fortuna no. Nel Marocco ci sono anche molti fiumi effimeri e non, cosi alla gigia ho messo gli snorkel, con dei prefiltri utili anche per aspirare meno polvere nei tratti sabbiosi. La dotazione si conclude con una grossa tavola di legno a mo di letto a due piazze montata dentro la vettura che prendeva tutto il posto tra il bagagliaio e i sedili ant , naturalmente i sedili post sono stati asportati completamente gigia al campo

(cliccare x ingrandire la miniatura)

Non avendo ancora esperienza diretta delle necessita che durante questo viaggio avremmo incontrato ci siamo dotati anche di una notevole riserva di acqua carburante e crostini, 100 litri di acqua e 120 litri di gasolio che si aggiungono ai 96 del serbatoio originale della gigiona piu dieci pacchi di crostini assortiti. Col senno di poi considerando il periodo del ramadam con tutti i negozi chiusi, e con una piu oculata gestione dei rifornimenti solo ora con le conoscenze dirette acquisite sul campo posso affermare che i crostini che abbiamo portato erano appena appena sufficienti visto che razionandoli ne è avanzato un solo pacco. Di gasolio sarebbero bastate due taniche da 20 per avere un po meno patemi e un minimo di riserva, tre sarebbe stato il numero perfetto ma ripensandoci con il gasolio che in loco costava 70 centesimi e riportandole indietro tutte belle piene ne avrei voluto avere altre 10 per fare piu’ scorta da portare a casa per l’inverno, invece di acqua ne sarebbe servita di piu anche se in loco la reperibilita è discreta avremmo magari fatto qualche doccia in piu invece di usarla solo ed esclusivamente per minimi scopi igienici ed alimentari. Anche le caramelle gommose sono finite presto, anche con un ferreo razionamento 2 kg non bastano perche i bimbi berberi e l’orso autista ne sono particolarmente ghiotti!!


cartina

Passiamo al viaggio che è stato in totale di circa 7600 km contando anche il lungo trasferimento fino all’imbarco ad Algeciras per Ceuta . Sfruttando internet per raccogliere informazioni Anna ha scovato una compagnia e una agenzia che fa prezzi veramente molto piu bassi degli altri e in piu ci hanno regalato un dolce al cioccolato e una bottiglia di ottimo sidro oltre a permetterci di non fissare una data per il rientro e di lasciare il giorno libero. Lo trovate a Palmones poco prima di Algeciras vicino al Carrefour e si chiama Gutierrez, cosa molto utile per noi che non sapevamo di preciso quando e… se mai saremmo ritornati da tale avventura in solitaria.

Una volta sbarcati proseguiamo verso Tetouan per poi seguire la costa su strada sterrata (perche l’asfalto e’ in rifacimento) fino a Oued Laou dove ci siamo fermati all’unico campeggio orribilis che c’e’ li. I paesaggi costieri sono molto belli sembra quasi di stare sulla costa ligure. Poi siamo scesi verso Bab-taza , Ketama , Taounate , Aknoul . Tutto o quasi su sterrati di montagna dove solo le capre potevano arrampicarsi su sentieri molto angusti con dei passaggi molto scenografici e a volte un po vertiginosi, ci siamo spinti li dove solo la super gigia 4×4 poteva osare hehehe.Marocco 2011

Tornati alla civilta e sfuggiti letteralmente ai numerosi venditori di fumo ci siamo lanciati verso lo Jebel Tazzeka dove abbiamo visitato una enorme grotta verticale con bucone sul soffitto molto scenografica.

Finita la visita geologica ci siamo diretti su Guercif via asfalto e poi verso la bellissima pista sull’altopiano fra Debdou e Anoual. Dove l’erosione ci ha fatto divertire un bel po a cercare la giusta via fra passaggi molto scoscesi ed erosi dai uadi effimeri.

Una mattina sul presto al campo abbiamo ricevuto anche una delegazione di locali che ci sono venuti a salutare, erano molto teneri. IL gruppo era formato da tre pastori e tre bambini che hanno provato a comunicare con noi ma parlavano solo arabo purtroppo. I Bimbi si sono beccati tre brioches gli adulti non hanno voluto nulla neanche il caffe che stava gia sul fuoco, facendoci capire che per loro vigeva il ramadam al contrario dei bimbi.

Dopo questa parentesi ci siamo incamminati verso le dunone di Merzouga e l’erg Chebbi passando da Erfoud. Fra Taouz e Zagora si ricomincia a fare sul serio e il panorama diventa davvero desertico. Ma non e’ il solito deserto di sabbia e’ piuttosto una pietraia infinita condita da lunghi tratti di tolee. Lungo i vari percorsi incontriamo molti bambini berberi tutti molto educati e teneroni cosi esauriamo la scorta di giocattolini che ci eravamo portati da casa proprio per loro, quindi decidiamo che al prossimo villaggio un po piu grande andremo al mercato e compreremo in qualche bancarella un bel po di vestitini da regalare.

Sulla porta di merzouga ci ferma un locale per due chiacchiere e per i soliti messaggi commerciali (ormai il marocco e’ come canale 5 fra un panorama e l’altro c’e’ la pubblicita di qualcuno che vuole vendere qualcosa o portarti nell’albergo di qualche amico o fratello presunto) pero’ stavolta chiaccherando del piu e del meno ci avverte che ci sono due motociclisti, a dir suo genovesi come noi; che stanno aspettando all’ombra in un parcheggio piu avanti che passi un 4×4 per fare colonna e cominciare l’avvicinamento al sabbione.

Un po increduli ci avviamo al punto indicato e chetti incontriamo Due GENOVESI in vacanza nel SaBBione ma allora il mondo e’ piccolo davvero. Dopo i convenevoli di rito e appurato che gli intenti sono di fare il medesimo tratto di pista ci avviamo baldanzosi nei primi tratti di sabbione resi molto infidi dal caldo torrido di agosto. Devo dire che nonostante fosse la loro prima volta nella sabbia e che le moto fossero stracariche se la sono cavata alla grandissima, abbiamo condiviso anche un campo serale in mezzo al nulla. Al giorno dopo io buco di nuovo (con questa è la seconda foratura in africa ma è la terza del mese) e dopo aver sistemato la gomma ci fermiamo a mangiare mentre i baldi giovini (piu vigorosi di noi vecchietti) decidono di proseguire cosi la colonna di sfalda.

Quella delle forature sara un piccolo intermezzo che ci accompagnera per tutto il viaggio e se non avessi avuto il kit di riparazione e due gomme di scorta ci sarebbe stato da ridere. Alla fine del giro le forature saranno 4 tre sulla post sx e una sulla post dx. Piu che i sassi acuminati colpevoli per due forature ci sono state due viti parker prese su asfalto in momenti e tempi diversi.

Di solito al giorno faceva un caldo torrido ma con l’aria condizionata i 40 gradi si sopportavano bene. Quello che non avevo previsto e’ che di notte facesse comunque un caldo torrido tanto da toglierci il sonno. Ero abituato che di notte la temperatura nel deserto calasse almeno a 25 gradi ma ha sempre fatto almeno 35 gradi, costringendoci a tenere i finestrini della nostra gigialetto aperti. Il risultato e stato una torma di mini moscini che ci ha letteralmente mangiati vivi anche se cosparsi di autan eravamo pieni di fastidiosi e pruriginosi bubboni.

Comunque le esperienze i panorami gli incontri con la gente del deserto da qui a Tan-Tan ci hanno ripagato ampiamente delle minime sofferenze patite donandoci un arricchimento dell’anima che niente potrebbe eguagliare. Come quando dal nulla ci è apparsa l’oasi sacra dove ci siamo concessi una ricca doccia e due bibite quasi fresche che dopo la sudataccia dell’insabbiatura del mattino ci sono sembrate un enorme premio. Per non parlare dei tanti ksar incontrati lungo le strade o gli scorci dei villaggi costruiti sulla falesia con i mattoni crudi che possono rivaleggiare come bellezza con le nostre citta murate medioevali oppure i tanti fortini diroccati della ex legione tutti molto affascinanti quanto decadenti o delle verdissime palmeraie dove ogni centimetro anzi ogni millimetro di terra e’ sfruttato per coltivazioni e nel cui dedalo di sentierini pedestri una volta noi ci siamo pure persi. IL viaggio vale cento volte ogni goccia di sudore speso. Poi dopo Tan Tan lungo la costa le temperature crollano, e’ l’effetto mitigante dell’oceano; di giorno al massimo 25 gradi e la sera molto meno tanto da farci usare i sacchi a pelo per difenderci dal fresco della notte e la felpa la mattina.

IL viaggio continua ancora un po su sterrati finche possiamo seguire la costa e la vista dell’oceano. I panorami cambiano un po ma vedere i dunoni che degradano fino all’acqua ha comunque un bell’effetto come le tantissime baracchette riparo dei pescatori molto caratteristiche nella loro semplicita. Ad un certo punto verso Sidi-ifni gli sterrati finiscono i giorni di ferie pure e quindi ci mettiamo in caccia dell’autostrada e torniamo indietro con un po di magone perche il viaggio ormai e’ finito. Ma torniamo felici perche i sorrisi dei bambini e della gente come anche i paesaggi sconfinati del nulla ci hanno riempito il cuore l’anima e la mente.

Per un po’ con i ricordi potremo resistere lontano dall’africa, ma chissa per quanto potremmo resistere ancora…..


Giro del Marocco in moto

7 agosto, 2007

Solo dei matti potevano scegliere agosto per viaggiare in Africa, comunque a parte il caldo atroce delle zone del sud (anche fino a 52°) sono stati 6500 km di panorami stupendi.



Quello che colpisce di piu’ e’ il contrasto fra il color rosso ocra intenso della terra e delle montagne con l’azzurro acceso del cielo, eggia’ in africa non c’e’ solo il deserto ma in Marocco ci sono le montagne e anche alte, e tranne la parte finale del viaggio abbiamo sempre viaggiato intorno ai 1000 mt di altitudine, facendo anche alcuni passi molto alti anche oltre i 2000 mt.

Le strade sono in discrete condizioni ovunque, tranne alcuni rari casi. Una volta e’ capitato di trovare la strada insabbiata con lingue portate dal vento alte anche 1 metro e degradanti fino a tre quarti della carreggiata (ma solo al sud). Un’altra volta siamo finiti su un tratto molto deformato, il cedimento del fondo era stato causato dal forte caldo e dal traffico intenso di camion.

Solo nel primo tratto, attraversando i paesini di montagna, abbiamo trovato una strada talmente dissestata da far rimpiangere una pista (ma solo dentro i paesi), appena usciti dai paesi l’asfalto tornava ad essere accettabile.

Il tracciato e’ invitante per un motociclista, infatti ci sono una gran moltitudine di curve di tutti i tipi compresi i tornanti, eppoi salite e discese anche ripide sembrano un po’ le dolomiti; ma e’ buffo: mentre stai percorrendo una liscia strada tutta curvosa stile passo appenninico all’improvviso entrando in un paese trovi delle buche, dei solchi delle depressioni dell’asfalto e dei gradini talmente pronunciati da mettere in crisi le sospensioni di un 4×4.

Comunque con un po’ di attenzione e circospezione e’ tutto facilmente superabile o aggirabile con una qualsiasi moto turistica anche di grossa cilindrata e peso, meglio se enduro.giraffa (per ingrandire cliccare)

Abbiamo scoperto che sui passi come in Italia avvengono dei raduni, che da noi sono fatti dai motociclisti o dalle auto d’epoca ma in Marocco si fanno con i muli!!

E’ stato molto suggestivo vedere un piazzale riempito di muli di tutti i colori e taglie ma…tantissimi, con i loro padroni riuniti in gruppetti a chiaccherare esattamente come ad un raduno nostrano con le salcicce che cuociono sulla brace.

Ci sono scorci che ti riempiono il cuore e ti sconvolgono l’anima, succede all’improvviso dietro una curva o in cima ad una ripida salita capita che vedi esplodere un lago. Barrage du zizSi ma un lago di un blu mai visto che fa contrasto con la montagna ocra e ancora contro un cielo terso azzurro e profondissimo.

A volte il cielo sembra entrarti dentro e quando chiudi gli occhi lo rivivi e lo senti invaderti lo spirito e il corpo in una tempesta di emozioni indimenticabili.

Ma anche la gente semplice delle montagne e’ unica con il colore della pelle che li fa mimetizzare con il rosso cupo della montagna che a tratti sembra la visione di un canion Americano.

Molte volte ti chiedi se non hai sbagliato strada perche’ sembra proprio di essere in Texas o nella meseta messicana con profondi canion e montagne in stile farwest, e’ tutto incredibile, bisogna esserci per capire quello che si prova.

Anche il cielo di notte è stellato in un modo stupefacente, grandioso ed enorme altissimo ma vicino, vedi milioni di stelle in modo molto definito, cosi TANTO che ti illudi di poter toccare la via lattea con le mani.gole del todra

EPPOI le gole del Todra o le cascate di Ouzud sono di una bellezza selvaggia, sono talmente belle che ti si strappa l’anima quando devi andar via perche’ vorresti rimanere lì a guardarle ancora 5 minuti eppoi ancora 5 e ancora.

Nella parte finale del giro le strade sono un po’ piu’ noiose tutte dritte ma gli Ksar che appaiono ogni tanto all’improvviso ti fanno trasalire.

Gli Ksar sono una specie di piccolo castello fortificato costruito con la terra mista alla paglia ma con delle decorazioni geometriche sulle pareti molto caratteristiche, da non perdere quello di Ait-Ben-Haddou.ait-ben-haddou. Una piccola delusione c’e’ stata, verso la fine del giro ad anello avremmo dovuto trovare 30 km di pista in terra battuta, da percorrere in mezzo al deserto per raggiungere l’oasi di Merzouga, ma ahime’ i marocchini l’avevano asfaltata.

Meglio per i turisti, peggio per i fuoristradisti come noi.

E vabbe’ pazienza ci siamo rifatti con la vista della stupenda ed enorme duna a tre culmini che c’e’ presso l’oasi.

Una duna di un colore rosa pallido che spicca tantissimo con il contrasto del giallo intenso del deserto sottostante, talmente alta e grande da sembrare una montagna.dune

Per finire una piccola nota di colore.

E’ capitato sovente che i locali guardandomi in volto si divertissero a chiamarmi Ali’ Baba, si gia’ molto esilarante ed e’ successo spesso durante il viaggio anche in paesi fra loro molto lontani quando c’era il commiato venivo salutato con un: “ciao ali’ baba”.

Cosi visto che se sbagli la scelta dei cibi o bevi l’acqua dei rubinetti parte subito un cagotto fulminante per due giorni, abbiamo deciso di rinominare la combriccola viaggiante in

“Ali’ Baba e i 40 cagoni”

hehehe

Ci sarebbero altri 100 aneddoti o scorci paesaggistici da raccontarvi come le scimmie del bosco dei cedri o i cammelli bradi ma… come e’ nel mio stile ho gia scritto anche troppo guardatevi le foto e accontentatevi.

Queste sono le localita’ toccate in 18 giorni e 6500 km su e giu per il Rif e il medio Atlas

Aix En Provence

Valencia

Malaga

Ceuta

Chefchaouen

ketama

Fes

Azrou (grande cedro)

Lago di Ziz

Merzouga

Erg Chebbi (grande duna)

Gole del Todra

Lago di Ouarzazate

Ait-Ben-Haddou

Passo Tizi-N-Tichka

Marrakech

Cascate Ouzud

Chefchauoen

Baza

Barcellona

Aix En Provence

carta (cliccare per ingrandire)

IL giro è finito.. e cosa ci e’ rimasto

una grande tristezza

forse solo un pensiero un sentimento un ricordo

ma ora una visione felice mi torna in mente

Le moto danzano leggere sulle curve. IL vento caldo fischia dentro il casco.

IL rombo del motore squarcia il silenzio

peccato che sia gia finito

Grazie ragazzi siete stati dei compagni stupendi grazie.

cio cio e alla prossima

P.S.

Lo Ziorso e’ socio del motoclub 100%

il cui motto è

Se sei incerto tieni tutto aperto

doppio lamp a tutti


vai giu

Clicca qui tutte le foto


Altre Foto un po speciali

File garmin da scaricare della rotta e dei waypoint di tutto il giro compreso albergi e soste(solo per gps GARMIN)

Foto rotante da scaricare in formato exe Merzouga (1,47 MB)

Foto rotante da scaricare in formato exe Lago du Ziz (1,00 MB)

Foto rotante da scaricare in formato exe panorama di Fes (0,7 MB)

Foto rotante da scaricare in formato exe Ait-ben-haddou (1,2 MB)

Foto rotante da scaricare in formato exe dune presso Merzouga (0,6 MB)


Filmati

Gole del Todra in moto 1

Gole del Todra in moto 2

Madrassa a Fes

Conceria di Fes

Interni di una casa a Fes

Marrakech di notte

Barrage du Ziz