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La Tana dell'Orso

La Tana dell'Orso
Cose Sparse ma anche Foto per l’anima e Waypoint per G.P.S.



I cecchini e la primavera

6 marzo, 2014

Che senso avrebbe usare i cecchini contro la popolazione in rivolta !!
i cecchini invece di placare gli animi li esacerberebbe ancor di piu
quindi usare tiratori scelti contro i manifestanti è un non senso anche perche' per fermare una folla sono piu efficaci gli idranti e i lacrimogeni
quindi l'unico scopo di usare cecchini è di aizzare la folla, e la prova sta nel fatto che anche i poliziotti sono stati colpiti
dalle stesse pallottole DELLO STESSO CALIBRO quindi sparate dagli stessi fucili
dall'audio del filmato si sente dire che sarebbe la nuova coalizione ucraina ad aver mandato i cecchini
ma...
la stessa cosa è successa anche in Tunisia e in Egitto e Siria
quindi si capisce che è un progetto piu ampio, organizzato da qualcuno a cui puo' convenire soffiare sul fuoco (america in primis)
perche' il nord africa in forte crisi economica si stava pericolosamente avvicinando ai cinesi e ai russi per ottenere aiuti e alleanze!!



Spari: al confine di Figuig tra algeria e Marocco

20 febbraio, 2014



Deserto: gli animali guidano meglio di noi

4 febbraio, 2014

Situazione: sottile striscia di asfalto in mezzo al deserto,
un carretto guidato da un cane blocca il passaggio.
L'auto suona il clacson e chiede strada,
il cane alla guida cheffa?
Lui diligentemente accosta il carretto
e
quando la macchina termina il sorpasso si rimette sull'asfalto.
Manovra da manuale !!! ^_^



Marocco:se sei immigrato ti tirano le pietre

18 gennaio, 2014

L'integrazione tra vecchi migranti e nuovi non decolla e volano pietrate senza contare quelli che scappando cadono dai tetti e trovano la morte



Spazio:ultima frontiera, i viaggi della nave spaziale rosetta

17 gennaio, 2014

Rosetta è una sonda ad alta tecnologia, con molti laboratori incorporati, e un rover che dovra sbarcare sulla superfice di una cometa per trapanarla e studiarla nei suoi composti. Il viaggio di avvicinamento è durato molti anni, durante i quali e' rimasta "addormentata", fin dall'8 giugno 2011, Rosetta è stata orientata in modo che i suoi pannelli solari fossero rivolti verso il Sole e ha iniziato a ruotare una volta al minuto per mantenere la stabilità. Gli unici strumenti a rimanere accesi sono il computer e alcune unità termiche.Il computer della sonda è programmato in modo da ristabilire il contatto con la Terra eseguendo una sequenza di azioni a partire dal momento della “sveglia”, alle 11:00 ora italiana del 20 gennaio. Subito dopo, iniziano a scaldarsi gli star trackers (i sensori usati per l'orientamento secondo la posizione delle stelle, N.d.R.). Circa sei ore dopo, la rotazione si ferma e si accendono i propulsori. Viene effettuato un piccolo ritocco nell'orientamento di Rosetta per garantire che i pannelli solari continuino a puntare verso il Sole. Si accendono gli star trackers. La sonda si gira verso la Terra, e viene acceso il trasmettitore. Infine, l'antenna ad alto guadagno di Rosetta punta verso la Terra e invia il segnale. Il segnale impiega 45 minuti ad arrivare, permettendo ai responsabili della missione di iniziare a controllare lo stato di salute di Rosetta e prepararsi per la prossima fase della missione

fonte: lescienze.it/news/2014/01/15/news/rosetta_e_l_italia-1965092/



Francia: baraccopoli abusive

16 gennaio, 2014

campi profughi abusivi e baraccopoli sono sorti ai confini tra francia e belgio i francesi si lamentano


fonte: www.levif.be/info/actualite/belgique/des-centaines-d-illegaux-dans-des-bidonvilles-le-long-de-la-frontiere-francaise/article-4000500295975.htm



Siria: sono gia 600.000 i cristiani sfollati

16 gennaio, 2014


fonte: laperfettaletizia.com/2014/01/siria-giovane-cristiano-ucciso-e.html



Marocco:a volte le cose possono cambiare

16 gennaio, 2014

La commissione Giustizia della Camera dei Rappresentanti marocchina Mercoledì ha approvato una modifica dell'articolo 475 del codice penale. Il gruppo parlamentare del PAM ha presentato anche un disegno di legge per la soppressione del paragrafo 2. La bruttissima legge che obbligava le ragazze stuprate a sposare i loro stupratori e' stata finalmente abolita. Da oggi in poi le ragazzine marocchine stuprate non saranno piu costrette a suicidarsi per sfuggire ai mostri.

fonte: afrik.com/maroc-les-violeurs-ne-pourront-plus-epouser-leurs-victimes



Tunisia: arrivano 450 terroristi

16 gennaio, 2014

L'organizzazione Walid Zarruq ha scritto Giovedi 16-01-2014, sulla sua pagina ufficiale di Facebook che la Central Intelligence Agency (CIA) ha inviato una informativa alle autorità tunisine in cui si parla dell'ingresso nel territorio tunisino di 450 persone che vogliono svolgere operazioni terroristiche in Tunisia. Ha aggiunto che al Ministero degli Interni e' stato chiesto di osservare il silenzio sull'argomento.

fonte: www.newsoftunisia.com



Algeria:Cinque morti la strage infinita

16 gennaio, 2014

Cinque terroristi sono stati uccisi negli ultimi due giorni in due luoghi distinti nel sud dell'Algeria, in un'operazione Martedì mattina presso il Grand Erg Occidentale. I terroristi avevano cercando di infiltrarsi nella zona di Hassi R'Mel gazifière a bordo di un veicolo 4x4 e sono stati abbattuti e distrutti con la loro auto. Il giorno dopo, due individui hanno perso la vita nella città di Menanaa nella provincia di El Oued, a causa della bomba che stavano cercando di fabbricare, che gli e' esplosa nelle mani.I due sono stati identificati come Abdelhafid Messaoudi e Chakima Tamrane

fonte afriquinfos.com/articles/2014/1/15/algerie-cinq-terroristes-tues-dans-algerien-241388.asp



Tunisia: giudici in sciopero

16 gennaio, 2014

In Tunisia continuano gli scioperi prima i minatori delle miniere di fosfati, poi i cittadini per l'aumento delle tariffe dell'acqua, poi i trasportatori per la nuova tassa sui loro mezzi, poi i dottori per il servizio obbligatorio gratuito adesso i magistrati. Centinaia di magistrati e avvocati si sono riuniti mercoledì davanti alla sede dell'Assemblea Costituente a Tunisi, per denunciare gli articoli della Costituzione che non garantiscono l'indipendenza della giustizia.

fonte afriquinfos.com/tunisie.asp



Mali Niger Algeria:documentario sull'origine della rivolta touareg

15 gennaio, 2014

Orphans of the Sahara

Alla fine del 2011, migliaia di lavoratori e combattenti Tuareg, molti dei quali mercenari per il leader libico Muammar Gheddafi, ritornano in patria del Sahara in Niger, Mali e Algeria. Dopo aver perso l'accesso al paese che era la loro unica fonte di sostentamento, dopo aver ritrovato la loro schiacciante povertà, la fame e la siccità. Dopo aver scoperto di essere appena in grado di nutrire i loro figli in mezzo ad uno stato di abbandono totale, gli uomini lanciano una ribellione cercando di fondare il proprio paese. Il territorio, fino ad oggi diviso da accordi europei post colonialistici della II guerra mondiale, questa parte di mondo ignorata dai piu' si infiamma nuovamente alla ricerca di un po di giustizia sociale.
fonte aljazeera.com/programmes/orphans-of-the-sahara/2014/01/orphans-sahara-return-20141810297720127.html



Siria: i ribelli si ribellano ai ribelli

13 gennaio, 2014

Secondo l'organizzazione autonoma dell’osservatorio siriano per i diritti umani è salito a oltre settecento morti il bilancio della guerra interna tra gruppi rivali dei ribelli al regime di Assad. Gli scontri cominciati il 3 gennaio in tutto il nordest della Siria tranne che nella roccaforte di Raqqa sono la dimostrazione che la guerra in siria è fatta da stranieri contro la popolazione locale per il solo motivo che hanno una idea religiosa in contrasto con il salafismo. La guerra in siria non è una guerra civile ma una guerra di religione tra salafiti invasori e popolazione autoctona sciita.

fonte internazionale.it/superblog/gabriele-crescente/2014/01/10/unaltra-guerra-in-siria/



Libia: trovati corpi di due stranieri crivellati

13 gennaio, 2014

Un tecnico inglese e una insegnate neozelandese sono stati trovati crivellati da colpi d'arma da fuoco a Mellitah, nel nord del Paese. Nella zona si trova un grande complesso per lo stoccaggio di petrolio e gas in comproprietà con l'Eni. Vicino ai corpi i bagagli dei due, dalla posizione dei corpi sembra sia stata un'esecuzione

fonte www.rainews.it/dl/rainews/articoli/inglese-neozelandese-uccisi-Libia-4ebf9715-bfea-40d3-9a10-671998c52472.html



Tunisia: la guerra tra poveri si acuisce

12 gennaio, 2014


Tunisia: attaccato posto di frontiera un giovane è morto

12 gennaio, 2014

Un ragazzo tunisino è morto durante l'attacco di un gruppo di persone, ai militari del posto di frontiera con l'Algeria a Bouchebka. Lo riferisce il ministero dell'Interno sottolineando che il ragazzo, appena 18enne, partecipava all'attacco ed e' stato colpito da colpi dell'esercito algerino mentre tentava di entrare in Algeria per sfuggire alle forze tunisine. Un agente doganale e' rimasto invece gravemente ferito alla testa da una bastonata

fonte ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2014/01/11/Tunisia-scontri-frontiera-Algeria_9880538.html



Algeria: i confini del sud saranno pattugliati dai droni fatti in casa

11 gennaio, 2014

L'Algeria era un buon cliente di Piaggio aeronautica, gli comprava i droni ma da un po di tempo ha deciso di auto costruirseli. Cosi i confini piu caldi del sud saranno pattugliati dagli uav intelligenti algerini. Tutte le pattuglie di quelle zone saranno fornite di transponder per evitare il grave problema del fuoco amico, i viaggiatori di quelle remote zone sono avvisati che non potranno piu viaggiare senza una scorta militare attrezzata di trasponder

lequotidienalgerie.org/2013/07/10/faute-de-voler-le-drone-algerien-a-roule/
video del drone su youtu.be/_qf8z_qrHOc?t=53s


Tunisia: insegnante di arte cacciato da studenti salafiti

10 gennaio, 2014

Sono ricominciati gli scontri tra polizia e giovani salafiti nei sobborghi di Tunisi a Ettadhamen. Questo quartiere della citta è sempre stato molto turbolento e nel passato recente ha visto scontri cruenti come quando e' stata dicchiarata fuori legge l'organizzazione terroristica ansar al sharia o quando fu scacciato un professore di arte dal suo liceo perche l'islam vieta la rappresentazione in qualsiasi forma dell'uomo o degli animali

tunisienumerique.com/cite-ettadhamen-des-lyceens-agressent-leur-professeur-de-dessin/86844


Tunisia: imam incitava all'omocidio dei soldati, arrestato

7 novembre, 2013

L’imam di una moschea di Biserta, Ahmed Ben Zbida, di 30 anni, è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di avere incitato i fedeli a uccidere gli agenti della Guardia nazionale ed i militari dell’Esercito, «insieme ai civili che collaborano con loro». Nelle scorse settimane sette uomini della Guardia nazionale sono stati uccisi da un gruppo di terroristi islamici a Sidi Ali Ben Aoun. E sarebbe stato nel corso di un sermone su questi avvenimenti che l’imam ha lanciato il suo sanginario appello. Fonti della sicurezza, citate da radio Shems, sottolineano che Ahmed Ben Zbida si è autoproclamato imam della moschea di Menzal Abderrahmane e che appartiene alla formazione salafita Ansar Al Sharia, dichiarata terroristica dal Governo. Dalla fine della dittatura, molte moschee del Paese sono cadute in mano ai salafiti che ne hanno scacciato gli imam moderati per insediarvi quelli di rigorosa osservanza integralista.

iljournal.it/2013/tunisia-un-imam-incita-allomicidio/


Mauritania alla ricerca di meteoriti e bolidi

25 agosto, 2013

Questo giro è stato molto lungo uno dei piu lunghi in africa. Siamo stati in giro a cercare crateri da impatto meteoritico e antiche tracce di presenza umana.
La Mauritania ha una estensione territoriale pazzesca e una popolazione estremamente rarefatta e grazie a ciò che è ricchissima di paleosuoli intatti, perchè la poca popolazione ha fatto si che le antiche tracce siano rimaste per lo più intoccate. I punti d'ombra naturali negli anfratti delle falesie e delle guelte sono ricche di graffiti antichissimi e in alcune zone si trovano ancora i resti della produzione di amigdale e bifacciali e quasi ovunque si vedono pestelli e macine. Addirittura ci sono ancora i segni di crateri da impatto meteoritici, uno di questi è chiaramente distinguibile solo da foto satellitari e nelle zone limitrofe si trovano i frammenti magnetici e vetrosi della caduta di queste rocce provenienti dallo spazio.



qui tutte le foto



qui la descrizione del viaggio by Marko



versione originale sul forum di Sahara.it




Tunisia:i fratelli musulmani si preparano alla guerra civile

19 luglio, 2013

Non è il primo ma sara almeno il decimo arsenale scoperto fino ad oggi. La notizia è che è il piu gigantesco che le forze di polizia hanno scoperto, un deposito di armi di talmente grandi dimensioni che ci sono voluti tre camion per svuotare l'ampio garage affittato da un attivista di Ennahda, la cosa che fa sgomentare ancora di piu è che fosse in un piccolo villaggio nei pressi di Medenine lo stesso villaggio Ali larayedh che è il primo ministro del governo e membro del partito della fratellanza musulmana. Probabilmente dopo le rivolte in egitto contro la fratellanza non vogliono farsi trovare impreparati e si stanno organizzando a fare un bagno di sangue se l'esercito o la popolazione tunisina proverà a detronizzare l'attuale governo salafita


Marocco: la rivolta ad Ait Amou Aissa di Khenifra

19 luglio, 2013

Le popolazioni del medio atlante sono molto povere e sfruttate. Le loro risorse principalmente minerarie (fosfati) e forestali sono sottoposte ad uno sfruttamento illecito da parte di funzionari del governo locale fortemente corrotti. La settimana scorsa nel bosco del villaggio di Ait Amou Aissa un giovane spinto dalla fame stava cercando di abbattere un albero per venderlo al mercato nero. Il ragazzo è stato scoperto dalla forestale che è intervenuta ferocemente uccidendolo a fucilate e così nella zona di Khenifra è scoppiata la rivolta. Ci sono state decine di arresti e feriti, solo l'intervento dell'esercito ha potuto calmare la popolazione stanca dei sopprusi di uno stato corrotto e sfruttatore


Algeria: tre soldati morti durante i rastrellamenti

17 luglio, 2013

Le tre vittime stavano prendendo parte a un rastrellamento in questa zona molto collinare e boscosa e sono morti in seguito all'esplosione di un camion imbottito di esplosivo. I corpi dei vari feriti e delle vittime sono state subito portati agli ospedali di Gouraya Sidi Ghiles e Hadjout. Immediatamente le operazioni si sono intensificate con l'utilizzo di elicotteri su tutta la zona boscosa tra le province di Tipasa e Ain Defla.


Mauritania: Presidente sotto accusa per traffici di droga

17 luglio, 2013

In un famoso programma francese di denuncia chiamato "28 minuti" il presidente della repubblica mauritana Mohamed Ould Abdel Aziz è stato apertamente accusato di essere complice dei traffici di droga che percorrono il suo paese, dalla colombia e il messico verso l'europa. La cosa sembra abbastanza realistica perche è impossibile che ingenti quantita di droga possano passare impunemente il paese, senza che mai nessuno faccia niente per arginarli. Un altro indizio è la grazia data a Sid’Ahmed Ould Taya un trafficante di droga da poco arrestato. Senza parlare dell'aereo caduto nel novembre 2009, un aereo che presumibilmente partito dal Venezuela è stato intercettato a Gao in Mali settentrionale. L'aereo trasportava diverse tonnellate di cocaina, è stato soprannominato "Air Cocaine" e la Mauritania è stata sicuramente sorvolata tranquillamente da questo tipo di traffico aereo. Comunque se non lui sicuramente molti del suo gabinetto sono rei di tali reati e lasciati liberi di agire


Algeria: bombardamenti e sette morti

8 luglio, 2013

La forza aerea algerina Venerdì 5 luglio ha bombardato un nascondiglio di terroristi a est di Bouira a sud di algeri. Sette terroristi sono stati uccisi nel bombardamento, che è venuto dopo 3 giorni di operazioni di terra nella regione Laâdjiba.L'area tra Bouira e Bordj Bou Arreridj province è considerata una roccaforte di al-Qaeda nel Maghreb (AQIM)

immagine di repertorio


TUNISIA il movimento Tamarrod si organizza

5 luglio, 2013

TUNISI - Fa proseliti in Tunisia il movimento Tamarrod. Ieri sera 'Tamarrod-Tunisie' si e' presentato ufficialmente, illustrando il suo programma nel corso di una trasmissione televisiva alla quale ha preso parte il suo portavoce Mohamed Bennour, che ha precisato che il movimento non fa appello ne' alla violenza, ne' all'anarchia. Il programma di 'Tamarrod-Tunisie' si riassume nella richiesta di sciogliere l'Assemblea Costituente e quindi di cancellare il progetto della nuova Carta; l'istituzione di un comitato di esperti - quindi sganciato da partiti e formazioni politiche - che provveda alla redazione di una nuova Costituzione ''che rappresenti tutti i tunisini''; la fissazione della data delle elezioni politiche.


Egitto violenza sessuale arma contro l’opposizione

2 luglio, 2013

nel video si possono attivare i sotto titoli in italiano

Nuova ondata di attacchi a sfondo sessuale contro le manifestanti in Egitto.Soltanto nella giornata del 30 giugno, durante le dimostrazioni indette dalla campagna “Tamarud”, si sarebbero verificati 46 nuovi casi di molestie. “La tortura a sfondo sessuale è un fenomeno sistematico: da Mubarak allo SCAF fino ai Fratelli Musulmani”: questo il titolo scelto dal collettivo Mosireen per un documentario-shock che fa luce sull’uso di molestie e violenze sessuali da parte dello Stato contro i cittadini. Nel video si susseguono 7 testimonianze di uomini e donne, vittime di stupro e molestie da parte dell’autorità, decisi a sfidare il clima di omertà che circonda quest’argomento e raccontare la loro tragedia personale. Negli ultimi dieci anni in Egitto, la violenza sessuale è diventata un’arma politica usata per terrorizzare chi si ribella e mettere a tacere ogni forma di protesta. Per strada, in carcere o nelle stazioni di polizia, è divenuta una pratica comune.Un fenomeno radicato, già presente sotto Mubarak, prontamente ripreso negli anni successivi alle sue dimissioni.

fonte >>> osservatorioiraq.it/multimedia/egitto-il-%E2%80%9Cfenomeno-sistematico%E2%80%9D-della-violenza-sessuale


Marocco Algeria: frontiere aperte un sogno naufragato

29 giugno, 2013

Il Marocco denuncia vigorosamente le dichiarazioni provenienti da fonti ufficiali algerine, che hanno legato la normalizzazione delle relazioni bilaterali e la riapertura delle frontiere terrestri fra i due Paesi ”a condizioni infondate ed incomprensibili”.
E’ quanto afferma un comunicato diffuso dal ministero marocchino degli Affari esteri e della Cooperazione.Il portavoce del ministro algerino degli Affari esteri aveva posto tre condizioni, ed in particolare l’arresto di una presunta campagna diffamatoria del Marocco contro l’Algeria, la collaborazione effettiva del Regno per arrestare i flussi di traffici illegali ed il porre la questione del Sahara al centro delle relazioni bilaterali.In questo modo, spiega il comunicato, l’Algeria rompe unilateralmente l’accordo, reiterato a più riprese, di separare la questione del Sahara marocchino dall’evoluzione delle relazioni bilaterali.”Nessuno – conclude il comunicato – ha il diritto di prendere in ostaggio il destino di una popolazione. Nulla può giustificare un tale accanimento contro le aspirazioni dei due popoli fratelli, in particolare il loro diritto riconosciuto alla libera circolazione”.A schierarsi apertamente col Marocco è anche Charles Saint-Prot, direttore dell’Osservatorio degli studi geopolitici (OEG) di Parigi, che, usando parole molto dure, ha definito le condizioni poste dall’Algeria” un ricatto”. “Le esigenze di Algeri quasi insultanti – ha detto l’esperto a Radio Medi 1 – sono la prova della volontà del regime algerino di voler affossare il dossier ed è anche la prova che esso abbia tutta la responsabilità del disaccordo con il Marocco e della paralisi dell’Unione del Magreb arabo”.Per Saint-Prot “si ha piuttosto la sensazione che sia l’Algeria a denigrare costantemente il Marocco” e, riguardo ai traffici illeciti, “il governo algerino non è particolarmente ben piazzato per dare lezioni, soprattutto viste le relazioni del suo satellite Polisario con i narcotrafficanti”.La terza condizione relativa al “riconoscimento della posizione del governo algerino riguardo la questione del Sahara marocchino – ha concluso il direttore dell’OEG – dimostra che Algeri è fortemente implicata in questo conflitto”. (ANSAmed).


Egitto nord africa il paese infranto

29 giugno, 2013

Alla vigilia del 30 giugno, primo anniversario di presidenza di Mohamed Morsi, proseguono gli scontri in Egitto. Scontri tra manifestanti e oppositori del presidente che hanno portato già a diverse vittime in tutto il Paese. È rimasto ucciso nelle ultime ore anche un ragazzo americano di 21 anni: il sito del Kenyon College dell’Ohio ha reso noto che l’ambasciata Usa lo ha identificato come Andrew Pochter, originario del Maryland, che lavorava come stagista presso la Amideast, una Ong americana. Lo studente è morto ad Alessandria insieme ad altre due persone. Nella stessa città è stata data alle fiamme la sede dei Fratelli musulmani.

Violenze anche a Port Said dove è rimasto ucciso un giornalista egiziano dopo che un piccolo ordigno è stato scagliato contro i sostenitori dei Fratelli musulmani e del presidente. I feriti sono oltre 140. A causa delle violenze l’amministrazione Obama ha lanciato l’allarme chiedendo ai cittadini americani di evitare di andare in Egitto mentre il Dipartimento di Stato ha autorizzato tutto il personale diplomatico non essenziale, assieme alle famiglie, a lasciare il Paese almeno fino a quando la situazione non migliorerà. L’avvertimento è stato diffuso poche ore dopo che è stato ucciso il cittadino statunitense.


Libia le madri piangono ancora per colpa nostra

29 giugno, 2013

Tre autobombe sono esplose nella città libica di Sebha, nel sud del paese, provocando due morti e 18 feriti. Secondo il quotidiano Libya Herald, la prima esplosione è avvenuta davanti al caffè Mahmoud Khalil, nel distretto di Agaid; la seconda è stata piazzata nei pressi dell’Hotel Fezzan, mentre un terzo veicolo è esploso in una zona commerciale di Qurba. Quest’ultima esplosione è stata la più grave ed è quella che provocato le due vittime.


Egitto: un morto e 30 feriti in scontri tra pro e anti-Morsi

29 giugno, 2013

Una persona è morta e 30 feriti Giovedi, 27 giugno, durante scontri tra sostenitori e oppositori del presidente islamista Mohamed Morsi. Il Ministero della Sanità, citato dall’agenzia ufficiale MENA notizia, ha detto che gli scontri sono avvenuti nel governatorato di al-Sharqiya, nel nord del Paese. Secondo MENA, violenti scontri tra sostenitori e oppositori del Presidente Morsi davanti alla sede del Partito della Libertà e della Giustizia (PLG), il braccio politico dei Fratelli Musulmani che ha portato Morsi. Il PLJ ha annunciato sulla sua pagina Facebook che la persona uccisa era uno dei suoi membri.Gli scontri sono avvenuti in piena tensione nel paese prima di una massiccia mobilitazione contro Morsi in programma per il 30 giugno, anniversario della sua inaugurazione, l’opposizione ha accusato il presidente islamista di monopolizzare il potere.


Libia Tripoli: Decine di feriti e morti

27 giugno, 2013

Situazione molto preoccupante a Tripoli dove la violenza sta dilagando nelle ultime ore. Da ieri sono in corso combattimenti tra le varie milizie armate ma gli scontri diventano di ora in ora più violenti.I combattimenti in corso vedono fronteggiarsi gli uomini l’esercito del Governo contro uomini armati di bazooka che sparano senza pietà anche sui civili. Non è ancora chiaro il numero delle vittime ma si sa per certo che ci sono diversi morti e decine di feriti.Il Governo sta tentando di arginare la situazione senza però trovare una soluzione. E’ stata dichiarata off limits tutta la zona delle ambasciate, tra cui quella italiana che è presidiata dai militari. Impossibile accedere anche all’hotel Intercontinental, circondato dall’esercito, dove sono ospitate oltre alle delegazioni straniere anche uomini di affari di diverse nazionalità.


Italia in futuro sara islamica

20 giugno, 2013

Europol e Digos li chiamano «gli imam dagli occhi blu», considerandoli un fenomeno di allarme sociale.
Ma la maggioranza delle conversioni sono innocue e il loro motore è spesso un’autentica riscoperta della spiritualità, dopo anni di materialismo e consumismo sfrenati.
In Italia, stando ai dati dell’Ucoii e dal dossier Caritas Migranti del 2011, vivono circa 1,5 milioni fedeli dell’Islam, per un totale di 550-600 moschee, inclusi luoghi di culto fai da te.
Entro il 2050, si stima che possano esserci oltre 2,6 milioni di musulmani, guidati da circa 600 imam, tra predicatori a tempo pieno e altri divisi tra lavoro e preghiera, alcuni dei quali autodidatti.
Emblematica la storia del veneto Domenico Abdullah Buffarini, ex politico del Partito comunista italiano e massone, folgorato a 69 anni dalla fede nella mezzaluna. E, dal 2007, anche con un tappetino fisso nella moschea di Vicenza.
PREGHIERA IN ITALIANO. In molti luoghi di culto islamico, la preghiera del venerdì si recita in italiano: tanti madrelingua, ogni giorno, si levano ormai al canto del muezzin.
«Nella religione islamica l’imam non è un’autorità religiosa, ma un devoto esperto nei rituali, per questo non è obbligatorio frequentare una scuola», racconta Izzeddin Elzir, presidente dell’Ucoii, «anche se la nostra comunità preferisce predicatori formati».
Alcuni di loro sono andati a Padova, a frequentare la prima scuola per guide islamiche in Italia, promossa dall’Organizzazione internazionale musulmana per l’educazione (Isesco).
LA SCUOLA DEGLI IMAM. Nella stessa città, dal 2012, l’università cittadina ha attivato un master in Studi sull’Islam d’Europa, sostenuto, tra gli altri, dalle Acli Veneto, al quale si sono iscritti imam da tutto il Nord Africa.
«All’inizio degli Anni 90 i musulmani in Italia erano poco più di 150 mila», ricorda Elzir. «Il clima è cambiato, sia per i flussi migratori sia per le nuove conversioni. Tra loro ci sono molte donne, ma il panorama è vasto e in via di stabilizzazione».
A fronte di un calo di credenti dei Paesi islamici, che per la crisi tornano nei luoghi d’origine o si spostano in Europa, crescono gli italiani.
«Fa parte della natura umana cercare una fede, forse in questa tendenza incide anche la crisi economica e morale dell’Occidente», spiega Elzir «lo Stato non è ancora maturo per equiparare tutti i culti alla religione cattolica. Ma in una società già viva e libera, ognuno evidentemente trova la sua risposta».

Giovani musulmani durante il rito di purificazione nella moschea di Roma.

fonte >>> lettera43.it/fatti/gli-italiani-che-scoprono-la-fede-nell-islam_4367599546.htm


Algeria e’ nelle curve

20 giugno, 2013

Di cosa parla Hdeibi? Con tutta probabilità, il portavoce dell’alleanza islamista fa un parallelo piuttosto chiaro con ciò che accadde fra il 1990 e il 1994, quando il Fis prese il potere in Algeria e lasciò poi al Gia il compito di massacrare la popolazione, assieme ai militari. Con il pretesto di voler salvare il Paese e di far tornare nelle mani del popolo la capacità decisionale a livello politico. E lasciando a terra 380mila anime per le quali nessuno è stato condotto alla sbarra all’Aja. Molti ci sono andati per molto meno.

Tutto torna, dunque, con date e strategia di inserimento nel tessuto politico. Non a caso, peraltro, sempre Al-Hayat riporta la circostanza secondo la quale i Fratelli musulmani in Algeria stiano già portando avanti le proprie “primarie”, scegliendo il candidato alla presidenza per le elezioni della prossima primavera. L’era Bouteflika, con ogni probabilità, è finita ed è tutto interesse degli estremisti algerini mantenere lo status quo di sostanziale governabilità di piccolo cabotaggio, fino all’arrivo della campagna elettorale dei primi del 2014.

Altro particolare da non sottovalutare è l’insistenza dei giornali algerini nel ricordare ogni singolo intellettuale, scrittore o giornalista caduto nella mattanza del terrorismo degli anni Novanta. Sfogliando El Watan o altri quotidiani, ricorre praticamente ogni giorno il ricordo di un caduto per la libertà. Da Mahfoud Boucebci, passando per Hafid Sanhadri e Djillali Liabes, e via andare fino a Tahar Djaout, di cui amo ricordare il suo testamento morale, contenuto nell’ultimo pezzo prima di essere trucidato: “Se parli muori, se non parli muori. Allora parla e muori”. La stampa algerina ha già capito. Sa cosa sta per arrivare. Ne sente il fetore nauseabondo. Probabilmente, se oggi fosse vivo, Djaout avrebbe denunciato a viso aperto che l’élite islamista algerina sta per lanciare l’assalto finale al potere. Ma quel coraggio, in Europa, i giornalisti non lo hanno più. In Algeria si può vivere di ricordi, ma nulla di più. La denuncia è un rischio al quale chi parla si espone. La terra rigurgita ancora il sangue di quelle donne e di quegli uomini massacrati. Le ombre di Algeri sono tornate

di >>>> ilsussidiario.net/Autori/S/630/Souad-Sbai/S#_630


Mali Finalmente un accordo tra governo e ribelli tuareg

19 giugno, 2013

Dopo circa due settimane di serrate trattative condotte a Ouagadougou, capitale delvicinio Burkina Faso, un accordo ad interim e’ stato firmato oggi tra il governo del Mali e i ribelli separatisti tuareg. Prevede tra l’altro un cessate-il-fuoco che permettera’ il ritorno delle truppe regolari e degli amministratori civili a Kidal, capoluogo dell’omonima regione che si estende nel nord-est del Paese, a ridosso della frontiera con l’Algeria, tradizionale roccaforte degli ‘uomini blu’.I tuareg ne avevano ripreso il controllo dopo che, alla fine di gennaio, se neerano ritirati i miliziani jihadisti di Ansar Dine, loro ex alleati, sotto la spinta delle forze speciali inviate dalla Francia, gia’ Potenza coloniale. Le autorita’ di Bamako pretendevano peraltro il ritorno dell’Esercito nella citta’, minacciando in caso contrario di assaltarla. Era l’ultimo ostacolo che si frapponeva al regolare svolgimento delle elezioni presidenziali, in programma il 28luglio prossimo. Decisivo il ruolo di mediazione ricoperto nei negoziati, oltre che dagli altri Stati sub-sahariani, anche dall’Unione Europea.


Tunisia: campagna salafiti verso turisti, convertitevi

19 giugno, 2013

(ANSAmed) – TUNISI, 18 GIU – I salafiti tunisini hanno lanciato una massiccia campagna per convertire all’Islam quanti piu’ turisti possibile, delle migliaia che stanno arrivando nel Paese per le vacanze estive.L’iniziativa, secondo quanto scrive nell’edizione di oggi il sito arabofono Assabah news, riguarda tre delle ‘capitali’ del turismo tunisino, Hammamet, Sousse e Mahdia, dove i salafiti – soprattutto giovani – distribuiscono volantini e materiale cercando di convincere gi ospiti stranieri alla conversione. Cosa che, almeno secondo quanto dichiarato da uno dei salafiti ad Assabah News, starebbero facendo in moltissimi.


Tunisia la liberta è un eufemismo

18 giugno, 2013

La giornalista franco-tunisina Hind Meddeb sarebbe dovuta comparire ieri mattina in tribunale assieme ad altri membri del comitato a sostegno di Weld El 15 per la “reazione scomposta” avuta in aula al momento della sentenza che ha condannato il rapper a 2 anni di carcere (ne abbiamo parlato nei giorni scorsi). Ma la Meddeb, che aveva pubblicato su “Liberation” un reportage accorato in difesa della libertà di espressione e del diritto a godere di una polizia rispettosa dei cittadini (tema sul quale è incentrata la canzone ‘incriminata’ dell’artista), ha preferito lasciare il paese, anche in virtù delle minacce ricevute negli ultimi giorni. “Non ho più fiducia nella Tunisia di oggi, dove si condanna un rapper a due anni di prigione per una canzone mentre vengono rilasciati gli autori dell’attacco all’ambasciata americana (avvenuto nel settembre scorso)”, ha dichiarato la giornalista al sito Les inRocks.rap-tinisino


Banche islamiche

10 giugno, 2013

Nel corso degli anni ’70, un nuovo soggetto entra nel mondo della finanza internazionale: banche islamiche ispirate ai precetti religiosi e in particolare al divieto del corano di praticare l’usura.
Dopo diversi anni di studio e di ricerca per definire i concetti di base dei sistemi e delle applicazioni in relazione alla economia moderna, la prima Banca Islamica di Sviluppo (BID) è nata nel 1975 a Jeddah e vede la partecipazione di tutti paesi membri dell’Organizzazione della Conferenza islamica.
I maggiori azionisti sono i principali paesi produttori di petrolio: l’Arabia Saudita con il 25%, la Libia con il 16%, gli Emirati Arabi Uniti con il 15%, il Kuwait con il 13%.
L’intento principale del BID, e in generale delle altre banche islamiche, è quello di promuovere lo sviluppo economico e il progresso sociale dei paesi membri e delle comunità musulmane in conformità con i principi della legge islamica.
Lo scopo del BID è propriamente quello “di favorire la cooperazione con le banche islamiche, fornendo capitale per la creazione di nuove istituzioni islamiche per il finanziamento congiunto di progetti, soprattutto nelle aree del Terzo Mondo.
Oltre alla banca intergovernativa islamica, ci sono altri due tipi di banche islamiche, che, naturalmente, non pagano ne richiedono interessi:
banche di deposito che operano in concorrenza con banche convenzionali (per la maggior parte del sistema bancario occidentale) per i musulmani che effettuano depositi;
le casse di risparmio islamiche che operano in aree geografiche e settori economici trascurati dalle banche tradizionali (rurali, piccole agenzie industriali, artigianali, commerciali e agricole, ecc.)
Prima di esaminare i meccanismi operativi e gli strumenti delle banche islamiche, fermiamoci un attimo e prendiamo in considerazione alcuni dei principali obiettivi delle istituzioni morali ed economici in relazione con la condotta e gli insegnamenti religiosi.
“Il settore bancario islamico Muhammad Siddiq iscritto, come alternativa al sistema bancario basato sull’interesse, si basa su due perni principali espressi nella legge canonica: il divieto di usura o di interesse e di sostituzione con una forma di partecipazione agli utili in modi consentiti e auspicabilità.
In breve, con l’istituzione della banca islamica si intende combattere la più dannosa conseguenza dell’azione delle banche tradizionali, che praticando interessi, hanno creato un’economia oppressa dai debiti sia degli imprenditori che dei consumatori e anche dei governi che si trovano fortemente indebitati con il sistema finanziario.
Inoltre, la banca islamica dovrebbe aiutare i poveri principalmente in materia di accesso al credito, dal momento che il denaro non può circolare solo tra i ricchi.
C’è qualcuno che – come Sami-Hammud sostiene con forza la diffusione del sistema bancario islamico per promuovere la crescita della classe media nella società e ridurre gradualmente la consistenza della classe operaia perché “più la classe media può dominare la società più si avvicina al benessere.
La natura stessa del sistema materialista, che domina le società capitaliste, spinge i lavoratori a far propri i principi distruttivi della società.
Se il mondo adotta il sistema islamico di far circolare il capitale e unisce lo sforzo umano in una partita leale si può realizzare il principio della partecipazione come base per la pace, all’interno del sistema islamico si può trovare l’antidoto all’auto-distruzione.

Funzionare come le banche islamiche

Le Banche islamiche sono tenute ad applicare il principio del Corano e le norme della Sharia che vietano l’usura e non consentono la pratica dell’interesse.
Il meccanismo, secondo il signor Siddiqè relativamente semplice: “Invece della promessa di un rendimento fisso in forma di interesse, l’investitore riceverà un profitto proporzionale relativo ai depositi effettuati a seguito di investimenti realizzati da parte della banca.
Come garanzia per ogni persona che fa un deposito, la banca dovrebbe diversificare gli investimenti e valutare attentamente quali progetti finanziare.
I contraenti che chiedono un credito garantiranno alla banca una parte dei profitti ottenuti. In assenza di utili, la banca riprenderà l’importo della somma prestata.
In caso di perdita, sarà considerato unaerosione del capitale investito e la banca avrà di nuovo ciò che resta del capitale, al punto che la banca stessa cessa di essere un creditore e diventa una sorta di azionista”.
Il sistema delle banche islamiche dovrà modificare profondamente la relazione business-finanza, dal momento che la banca collegata all’azienda, avrà cura di realizzare il progetto finanziario migliore possibile, pur condividendo i rischi, i profitti e le perdite.
Quali sono gli strumenti che possono consentire alle banche islamiche di operare in collaborazione sia con il depositante che con gli imprenditori che ricevono finanziamenti?
In genere, si utilizzano due tipi di contratti di forte tradizione antica, già esistente all’epoca pre-islamica: la musharaka e la mudaraba, che il dottor Wohlers-Scharf interpreta come segue, nella sua opera “Le banche arabe e islamiche”.
Il contratto Musharaka è formalmente una società in accomandita semplice, secondo la quale la banca e il cliente (depositanti n.d.a.) forniscono i capitali per un progetto specifico, o meglio la banca partecipa a una società esistente attraverso un contributo in conto capitale.
La distribuzione degli utili tra la banca e il cliente diventa l’oggetto di un contratto tra le due parti.
Le perdite sono in comune per la quantità di capitale conferito.
La banca può riservarsi il diritto di partecipare alla gestione, ma può anche rinunciare.
Al contrario, il contratto mudaraba è formalmente una società a partecipazione che comporta una netta distinzione tra coloro che forniscono il capitale e l’imprenditore responsabile del progetto.
Anche in questo caso, la remunerazione si basa su una percentuale dei profitti determinati in precedenza, mentre le perdite sono esclusivamente a carico del titolare del capitale.
In questo caso, l’imprenditore rinuncia alla remunerazione del suo lavoro.
Al di fuori del mondo musulmano le banche islamiche possono eliminare capitale da istituti bancari tradizionali e ricevere interesse, tuttavia, con l’obbligo di istituire un fondo speciale per investire in qualsiasi scopo sociale in terra d’Islam.
La finanza “islamica” comincia a farsi sentire nei diversi stati occidentali, molto pochi sono coloro che hanno rifiutato di accettare nel loro territorio le banche islamiche, tra cui il Libano e la Francia.
Altri, come la Svizzera, al contrario, “ha colto l’occasione al volo.
L’Unione di Banche Svizzere ha creato un settore islamico con sede a Zurigo, per attirare più clienti arabi.

A Ginevra ha anche la sede del Dar al-Mal al-islamiche (Dmi), la numero uno delle società islamiche di investimento, fondata nel 1981, su iniziativa del principe Saud al-Faisal, con 19 filiali in tutto il mondo e con un capitale più o meno di un miliardo di dollari, di cui l’Arabia Saudita detiene il 70%.
L’attività delle banche islamiche sono supervisionate da un Comitato religioso, costituito da specialisti ed esperti di legge islamica, che ha il compito di verificarela conformità di ogni operazione alle regole religiose e, eventualmente, autorizzare il funzionamento con un certificato attestante la conformità alla Shariah .
Le banche islamiche sono una rete abbastanza grande, anche se l’importo dei capitali apportati non è tale da rappresentare una seria minaccia per le grandi banche internazionali.
La grande massa di petrodollari (si tratta di diverse centinaia di miliardi di euro) continuano a preferire i canali tradizionali della zonaOcsebanche.
Il sistema bancario islamico deve ancora superare molte difficoltà.
In primo luogo, ciò che è stato progettatoper una società islamica è di essere costrette aoperare in concorrenza con potenti istituzioni finanziarie occidentali, anche abbastanza presenti nel mercato arabo-musulmano.
Il futuro del sistema bancario islamico rimane, quindi, incerto.
Molto dipenderà dal grado di competitività che si svilupperà nella concorrenza e l’evolversi degli eventi nel mondo musulmano.
“L’analisi dei risultati mostra che le banche islamiche affrontano difficoltà nell’ottenere interessi attivi almeno pari agli interessi medi delle banche.
La difficoltà maggiore sembra venire da un aumento dei costi di gestione relativi ai rischiabbastanza alti che comporta il sistema di prestito islamico “.

(*Traduzione in corso dall’italiano, dal capitolo V del libro di Agostino Spataro
« Il fondamentalismo islamico- Dalle origini a Bin Laden » – Editori Riuniti, Roma, 2001)

fonte >>> uaer.jimdo.com/2013/06/04/banca-islamica/


Libia: 31 morti e piu di 100 feriti gravi

10 giugno, 2013

9 GIU – Sono almeno 31 i morti e piu di 100 i feriti in un attacco ieri a Bengasi da parte di gruppi di dimostranti contro il quartier generale di una milizia formata da ex ribelli anti Gheddafi. Decine di manifestanti, alcuni armati, hanno dato l’assalto alla caserma della milizia Scudo della Libia, chiedendo che sia sostituita da reparti dell’esercito regolare. Nella notte il premier libico Ali Zeidan ha annunciato un’inchiesta ed ha lanciato un appello alla calma.


Mali: Nuove Violazioni dei diritti umani

8 giugno, 2013

Nella seconda fase dei “problemi” maliani si è giunti alla esecuzione della vendetta dei gruppi etnici rivali, c’è l’inizio della caccia al nero da parte delle etnie arabe da sempre in contrasto che causarono anche ultimo golpe militare

[trad autom google]abusi rinnovata da ribelli tuareg etniche e soldati dell’esercito del Mali sono un passo indietro per la protezione dei diritti umani nel nord del Mali , Human Rights Watch ha detto oggi. Il 5 giugno 2013, le forze dell’esercito hanno iniziato un’offensiva militare per riconquistare la regione di Kidal. Il 1 ° giugno e il 2, le forze del movimento nazionale Tuareg per la Liberazione del Azawad (MNLA), che controlla ancora parti della regione di Kidal, arbitrariamente detenuti circa 100 persone, la maggior parte degli uomini dalla pelle scura provenienti da gruppi etnici non Tuareg. Testimoni hanno detto a Human Rights Watch che il MNLA derubato, minacciato, e, in numerosi casi, gravemente battere gli uomini. Dall’inizio di maggio, i soldati del Mali hanno commesso gravi abusi, tra cui tortura e altri maltrattamenti nei confronti di almeno 24 sospetti ribelli e abitanti del villaggio in Mopti regione, i testimoni e le vittime hanno detto Human Rights Watch. La maggior parte di quelle detenute erano Tuareg o Bellahs etnica, una casta Tuareg. “I recenti abusi da entrambe le parti e nuovi scontri intorno Kidal sottolinea la necessità urgente di soldati maliani e combattenti ribelli di rispettare le leggi di guerra, minimizzare i danni civili, e di garantire il trattamento umano dei detenuti “, ha dichiarato Corinne Dufka , anziano Africa occidentale ricercatore di Human Rights Watch. “I civili attraverso le divisioni etniche hanno già sofferto abbastanza.” autorità del Mali dovrebbe accelerare reimpiego di gendarmi, personale del Ministero della Giustizia della polizia e in tutto il nord per scoraggiare gli abusi da parte dei soldati governativi, Human Rights Watch

viaMali: Nuovi Violazioni da parte di ribelli tuareg, Soldati | Human Rights Watch.


Tunisia: Amina al processo con velo e manette

7 giugno, 2013

Con il velo e le manette ai polsi: cosi’ Amina Sboui e’ stata portata davanti al giudice della corte di Kairouan per essere interrogata. Il velo e’ il sefsari, con cui vengono abbigliate le detenute portate in aula. Amina indossava la stessa camicia del giorno del suo arresto, il 19 maggio. L’interrogatorio di oggi e’ durato a lungo. Il giudice ha fatto portare Amina in aula con le manette per capire se la sua condotta a Kairouan, dove aveva sfidato i salafiti, possa essere stata immorale.

fonte >>>> corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Tunisia-Amina-aula-velo-manette/05-06-2013/1-A_006789430.shtml


Tunisia:trappola esplosiva uccide due soldati

7 giugno, 2013

Due soldati tunisini sono morti e due altri sono rimasti gravemente feriti per lo scoppio di un ordigno, sul monte Chaambi. Lo riferisce radio Shems, dicendo che l’esplosione e’ avvenuta alle 8:00 locali (le 9:00 in Italia). I due soldati morti, cosi’ come i due feriti (che sono stati trasportati nell’ospedale regionale di Kasserine), appartenevano alle unita’ speciali dell’esercito che da settimane sono impegnate sul monte Chaambi in un’operazione contro gruppi terroristi islamici.

fontr >>>> corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Tunisia-esplode-ordigno-uccisi-soldati/06-06-2013/1-A_006802346.shtml


Sarawi

4 giugno, 2013


Sarawi rivolta di Smara

4 giugno, 2013

smara


marocco ambulante che si è dato fuoco a Marrakech

4 giugno, 2013

[Trad autom google] Un venditore ambulante, che ha cercato di darsi fuoco per protestare contro la confisca della sua merce, è morto in ospedale nella notte di Lunedi a Martedì a Marrakech, secondo numerose fonti.Elkarrassi Mbarek, 32 anni, è stato portato in ospedale Sabato mattina Marrakech.”Le autorità locali hanno confiscato il suo carretto carico di vecchi mobili ha venduto per vivere. Questo è il senso di ingiustizia che lo ha portato a tentare di sacrificio “, ha detto Mohammed Ghelloussi, rappresentante dell’Associazione marocchina per i diritti umani (AMDH) a Marrakech.”Burns ha raggiunto il suo volto, il ventre e le mani. Egli è stato trasportato al Sabato mattina all’ospedale, ma è morto nella notte, “Mr. Ghelloussi.Mbarek Elkarrassi “l’acquisto di mobili vecchi e li vende attraverso il suo carro” nei quartieri di Marrakech, dice che il suo fratello-Abdelali Idrissi.”Questo è il perno quartiere Essaada che ha confiscato i suoi beni e il suo carrello”, dice Idrissi nuovo contattato telefonicamente da AFP .Una decina di persone sono morte a causa delle ferite e nel Nord Africa, dopo aver tentato di darsi fuoco tra le proteste iniziate nel febbraio 2011, sulla scia della primavera araba.Questo tipo di azione si è esteso dalla immolazione di Mohamed Bouazizi, una protesta tunisina nel dicembre 2010 che ha innescato la primavera araba in Tunisia e in Egitto e Libia.

viaMorte ambulante che si è dato fuoco a Marrakech.


libia 12 sudanesi morti

4 giugno, 2013

[trad autom google]Dodici sudanesi sono stati uccisi in un incidente d’auto di Domenica come hanno cercato di eludere la polizia libica e di entrare illegalmente nel paese, ministero degli Esteri del Sudan, ha detto.”Dodici cittadini sudanesi sono morti al confine con la Libia, quando la loro auto ribaltata mentre veniva inseguito dalla polizia libica”, ha detto il ministero.E ha detto che i libici incaricato d’affari a Khartoum sarebbero convocati e chiesto un’indagine da effettuare.Le autorità sudanesi hanno detto che il 12 uccisi facevano parte di un gruppo di 70-80 persone che avevano lasciato da Khartoum di attraversare illegalmente in Libia con trafficanti di esseri umani.Il ministero degli Esteri ha emesso un advisory ai propri cittadini in guardia contro viaggi in Libia, che ha dato l’anno scorso ha chiuso i confini meridionali con l’Algeria, Ciad, Niger e Sudan per ragioni di sicurezza.Secondo i dati del ministero del lavoro, quasi 100.000 sudanese ha lasciato il paese illegalmente, nel 2002, con la Libia come una destinazione top per gli sforzi per il transito verso l’Europa.

fonte >>>> naharnet.com/stories/en/85413-12-sudanese-killed-trying-to-enter-libya”>12 sudanesi uccisi mentre cercavano di entrare in Libia – Naharnet.


Algeria tratta di minori

4 giugno, 2013

Tredici persone, tra cui la doppia nazionalità franco-algerini, è andato sotto processo ad Algeri il Lunedi accusato di aver rapito i bambini algerini e la loro vendita per l’adozione in Francia.
Il primo caso è emerso nel 2009 e l’accusa sostiene gli imputati hanno rapito un numero imprecisato di bambini e li trasportati nella città francese di Saint-Etienne, dove sono stati adottati per una tassa.Sette degli imputati è apparso in tribunale per l’inizio del processo, che è stato più volte ritardato, ma nessuno dei sospetti francesi di origine algerina residente a Saint-Etienne erano presenti.

fonte >>>> timeslive.co.za/africa/2013/05/27/13-on-trial-for-child-trafficking-in-algeria


Tunisia altri 3 soldati feriti nelle trappole esplosive

3 giugno, 2013

In totale sono 16 i soldati feriti in svariati attentati con trappole esplosive sui passi delle montagne intorno a Kasserim di cui due hanno perso un occhio e altri due le gambe

Three Tunisian soldiers hunting Al-Qaeda-linked jihadists in the rugged border region near Algeria have been wounded in a mine explosion on Mount Chaambi, the defence ministry said. “The blast happened at 6:15 pm (1715 GMT on Saturday) under a military vehicle, wounding three soldiers,” ministry spokesman Colonel Mokhtar Ben Nasr told AFP.However, Salah Amri, director of the regional hospital in the Kasserine area, where the wounded were taken, told AFP that eight soldiers were treated for light injuries.The interior ministry said on Friday that members of the radical Salafist group Ansar al-Sharia are among the jihadists the military is tracking in Tunisia’s western region.Ansar al-Sharia, which has been blamed for numerous acts of violence in Tunisia since the 2011 revolution, has in the past denied any link to the group being hunted in the remote border region.

fonte >>> english.ahram.org.eg/NewsContent/2/8/72914/World/Region/-Tunisia-soldiers-wounded-by-jihadist-mine.aspx


Mauritania 17 morti per caldo anomalo

3 giugno, 2013

Almeno 17 persone sono morte a causa del caldo anomalo in Mauritania, dove la temperatura negli ultimi giorni è arrivata a 50°C.Molte persone hanno subito il colpo termico e si trovano negli ospedali del Paese. Il caldo è accompagnato da forti venti.Le autorità del Paese chiedono ai cittadini di evitare di stare al Sole dalle 11 alle 17.?????? ??????? ?????????? ??????? ???????

fonte >>> italian.ruvr.ru/2013_06_01/Mauritania-17-morti-per-caldo-anomalo/


Da dove vengono le armi usate nel conflitto siriano

1 giugno, 2013


Mauritania campo rifugiati di Mberra

1 giugno, 2013

Reportage dal campo rifugiati di Mberra, Mauritania 70mila rifugiati in 320 ettari. Sono i tuareg fuggiti dagli eccidi dell’Azawad, il Mali del nord.

fonte >>>> iodonna.it/video/attualita/index.shtml?videoid=faef64b0-c781-11e2-ba69-1176d2d01ff0